5 Dicembre 2019

Turismo, casa, lavoro: Cgil e Sunia Toscana hanno presentato il “Decalogo per le città del turismo sostenibile in Toscana” al convegno di stamani a Firenze con Ceccarelli, Vannucci, Giglioli

“Le città del lavoro nelle città del turismo: Overtourism, lavoro e casa in Toscana”: è il titolo del convegno, organizzato da Cgil e Sunia Toscana, che si è svolto stamani a Firenze all’Auditorium del Consiglio regionale della Toscana in via Cavour 4. Nell’occasione, il sindacato ha presentato un decalogo per le città del turismo sostenibile in Toscana. Si è trattato di un convegno organizzato da Sunia e Cgil Toscana, con il Patrocinio della Regione Toscana, per indagare sulle mutazioni dei comparti produttivi ed abitativi e della condizione del lavoro e dell’abitare nelle città a più alta vocazione turistica. Un dibattito per capire come i fenomeni di overtourism incidano sulla vita e sulla geografia delle Città Toscane. Come è cambiata la condizione del lavoro e come l’esplosione degli affitti brevi turistici incida sul patrimonio immobiliare delle città e sulla residenza. Che diritto al lavoro ed alla casa resta nelle città toscane condizionate dal fenomeno degli affitti brevi turistici gestiti da piattaforme on-line come Airbnb e Booking? Il sindacato ne ha discusso con le amministrazioni locali, con studiosi e sindacalisti per capire se una alternativa è possibile.

IL DECALOGO
Nel 2018 l’impatto economico diretto di AirBnb in Italia ammonta a 5 miliardi di euro. Il nostro Paese si posiziona al quarto posto tra quelli che hanno riscontrato i maggiori benefici economici grazie ai flussi turistici legati alla piattaforma, dopo Stati Uniti, Francia e Spagna e seguito dal Regno Unito. A livello regionale, il Lazio spicca per numero di arrivi e entrate economiche, con più di 1 miliardo di euro. A seguire, al secondo posto, la Toscana, con 961 milioni di euro e al terzo posto la Lombardia con 760 milioni di euro. Quest’ultima è anche la regione con la spesa media giornaliera più alta da parte dei visitatori (153 Euro, contro 125 della media nazionale), mentre quelle in cui è meno elevata sono invece Puglia (86 Euro) e Sardegna (87 Euro).
In Toscana si stima che per l’anno 2019 vi sarà un ulteriore aumento del 15% delle presenze di alloggi su piattaforma per affitti brevi e che solo nel corso del biennio 2017/2018, gli annunci sono raddoppiati, con la maggior concentrazione su Firenze e poi Siena, Lucca, Pisa e Livorno (con l’isola d’Elba che appare ormai a completo appannaggio dei turisti, sotto il profilo abitativo).
Se si considerano le singole città italiane, secondo stime della piattaforma AirBnb, quella con l’impatto economico stimato più significativo è Roma (961 milioni di Euro), mentre Firenze si piazza al secondo posto con 445 milioni, seguono Milano (382 milioni), Venezia (300 milioni) e Napoli (160 milioni).
La notevole crescita dei flussi del turismo e delle attività economiche a esso collegate (destinata secondo le previsioni a proseguire a ritmi sostenuti almeno fino al 2030) ha indotto notevoli trasformazioni nelle nostre città, rendendo urgenti interventi normativi finalizzati a consentire rapidi adeguamenti nelle politiche del lavoro, abitative, fiscali e urbanistiche, per salvaguardare l’equilibrio socio-economico delle città stesse e la loro relazione con il territorio circostante. Tra i primi e più significativi passi in questa direzione, CGIL (Maurizio Brotini e Simone Porzio) e SUNIA (Laura Grandi) della Toscana ritengono opportuni alcuni interventi racchiusi in questo “Decalogo per le città del turismo sostenibile in Toscana”:
1) Definizione normativa di residenza abitativa.
Promuovere e coordinare adeguamenti dell’assetto normativo tra legislazione regionale e strumenti urbanistici comunali (testo unico sul turismo, piani strutturali, regolamenti urbanistici e futuri strumenti regolamentari) al fine di arrivare a una distinzione univoca tra residenza abitativa permanente e altre forme di residenzialità temporanea (case vacanze, b&b, locazioni brevi, studentati ecc.)
2) Piattaforma web pubblica.
Mettere a disposizione una piattaforma pubblica per la promozione a titolo non oneroso delle attività di locazione, coabitazione, ricezione turistica presenti nei territori comunali della Toscana, collegati e individuabili tramite mappa geo-referenziata al fine di: a) sostenere le piccole e medie attività, professionali e non, rafforzandone il legame con il territorio e favorendo il turismo nelle aree interne e colmando lo svantaggio competitivo di cui ora soffrono rispetto alle grandi concentrazioni immobiliari in termini di visibilità e promozione sulle piattaforme private; b) promuovere la trasparenza nel settore, incentivando l’emersione dal nero e la cooperazione pubblico privato per l’adeguamento di servizi e il mantenimento di un rapporto equilibrato tra residenza abitativa stabile e temporanea.
3) Residenti e città.
Predisporre agevolazioni per favorire l’affitto in centro storico, con un occhio di riguardo per i giovani che vorranno abitarvi, incentivi per i proprietari che affittano ad uso residenziale e a canone sostenibile con aliquota agevolata IMU e contributo economico per il locatore che decide di mutare il contratto da libero per turisti a contratto abitativo. Le città sono vitali solo se si contrasta lo spopolamento, l’emarginazione sociale e il degrado favorendo, anche attraverso incentivi, il mix sociale e intergenerazionale.
4) Leva Urbanistica.
Impedire, dal punto di vista urbanistico, il cambio di destinazione d’uso di fabbricati in modo da impedire destinazioni a fini speculativi, a danno soprattutto della residenzialità.
5) Edilizia Popolare.
Le dismissioni degli edifici demaniali e di enti previdenziali pubblici dovrebbero andare ad incrementare il parco alloggi di edilizia popolare e sociale. Investire nell’edilizia pubblica a canone sociale e agevolato nei centri storici e non solo; prevedere interventi pubblici di riqualificazione affinché i tanti spazi e contenitori vuoti o abbandonati, attraggano nuovi residenti di tutti i ceti sociali.
6) Cedolare secca per affitti brevi.
Eliminare la cedolare secca al 21% per gli affitti brevi ad uso turistico e farli rientrare nella tassazione ordinaria.
7) Reddito d’impresa.
Quando viene effettuata un’attività di affitto costante e destinata al turismo, la locazione dell’abitazione dovrebbe essere configurabile come attività d’impresa: non dovrebbe essere consentito a chi svolge tale attività l’accedere al regime forfettario che prevede una tassazione irrisoria a favore, peraltro, dei redditi più alti.
8) Una legge per le città ad alta tensione turistica.
Il Governo centrale dovrebbe prevedere maggior poteri ai Sindaci per limitare l’accesso di turisti in specifiche aree della città, per disporre di precisi limiti restrittivi all’uso del suolo pubblico a fini commerciali e poteri riguardo la limitazione del numero di immobili destinabili alla locazione turistica in specifiche aree cittadine.
9) Accesso alle città.
Attribuire alle amministrazioni comunali la possibilità di limitare l’accesso, la circolazione e la sosta in specifiche aree della città ad autobus, pulmans o auto, adibiti al noleggio con conducente o al trasporto merci.
10) Convivenza mista e sicurezza nei condomini
Prevedere modifiche alla normativa statale in tema di condominio per consentire diversi criteri di ripartizione delle spese condominiali in presenza di attività ricettive (professionali e non) eventualmente presenti non più proporzionalmente ai millesimi di proprietà, ma in base a specifiche tabelle che tengano conto del maggior uso di beni e servizi comuni E’ altresì indispensabile che il legislatore intervenga per adeguare le abitazioni destinate ad attività ricettiva ai parametri di sicurezza di impianti e dotazioni, per scongiurare incidenti ai danni di persone e cose come già più volte verificatosi.

Nell’occasione del convegno, ha detto Paola Galgani, segretaria generale della Camera del Lavoro di Firenze: “Il turismo produce una ricchezza che non viene ridistribuita. Di sicuro non al lavoro, e non alla città con servizi alla città. La rendita, l’illegalità e il lavoro povero sono l’emergenza nel settore turistico. Abbiamo fatto nelle settimane scorse proposte concrete. Ci auguriamo che prosegua il confronto con Amministrazione e parti datoriali per trovare risposte ai bisogni della città e dei lavoratori”.

Turismo: Cgil e Sunia, in 2018 impatto Airbnb Toscana 961 mln In 2019 stima +15% annunci alloggi nella regione.
Nel 2018 l’impatto economico diretto di Airbnb in Italia è stato pari a cinque miliardi di euro: nella regione Lazio sono state registrare entrate per 1 miliardo, seguita dalla Toscana con 961 milioni e Lombardia con 760 milioni. I dati sono emersi dal convegno dal titolo ‘Le città del lavoro nelle città del turismo: Overtourism, lavoro e casa in Toscana’ organizzato da Cgil e Sunia Toscana a Firenze. In Toscana si stima che per l’anno 2019 vi sarà un ulteriore aumento del 15% degli alloggi offerti su Airbnb. In Toscana nel biennio 2017/2018 gli annunci di alloggi in affitto, è stato spiegato, sono raddoppiati con la maggior concentrazione su Firenze e poi Siena, Lucca, Pisa e Livorno (in particolare all’isola d’Elba). Se si considerano le singole città italiane, secondo stime della piattaforma Airbnb, quella con l’impatto economico stimato più significativo è Roma (961 milioni di euro), mentre Firenze si piazza al secondo posto con 445 milioni, seguono Milano (382 milioni), Venezia (300 milioni) e Napoli (160 milioni). (ANSA).