Roma, 14 Maggio 2020
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, Segretario generale SUNIA

Il Decreto approvato dal Consiglio dei Ministri ha stanziato 140 milioni per il contributo all’affitto.
Una somma decisamente insufficiente rispetto al fabbisogno che, già prima della straordinaria emergenza sanitaria, le stesse Regioni avevano stimato in 450 milioni.
Ma quello che maggiormente preoccupa sono le modalità di utilizzo delle nuove risorse e i criteri di assegnazione del contributo che, a nostro avviso, non possono prescindere da tre priorità:

  • le famiglie che hanno subito una parziale o totale caduta dei redditi per effetto della crisi indotta dall’epidemia;
  • i soggetti che già in precedenza contavano sul contributo in quanto pagavano canoni con altissima incidenza sul reddito;
  • i soggetti con sfratto per morosità incolpevole.

Il Decreto si limita a disporre lo stanziamento sul fondo di sostegno all’affitto che è soggetto a procedure e soprattutto criteri di assegnazione del contributo che non possono incidere su queste priorità in particolare sulla domanda originata dalla crisi sanitaria in atto.
E’ necessario che nella fase di conversione in legge si metta mano a questa gravissima anomalia prevedendo una sostanziale unificazione del fondo sostegno affitti e del fondo per la morosità incolpevole, coordinando l’attuale stanziamento con le risorse disponibili sul fondo della morosità incolpevole, comprese quelle non spese per il quadriennio 2014/2018 e con eventuali fondi straordinari aggiuntivi da parte delle Regioni.
Va inoltre data la possibilità alle Regioni di derogare e dettare norme aggiuntive ai criteri attualmente vigenti, che sono quelli dei vecchi Decreti attuativi della legge 431/98, per assegnare i fondi alle famiglie da parte dei Comuni, accelerando tutta la fase di ricezione con avvisi pubblici, presentazione telematica delle domande, autocertificazione del possesso dei requisiti, considerando la particolarità del fatto che al disagio abitativo pregresso, che non ha ricevuto risposta, si aggiunge l’attuale emergenza sanitaria che ha prodotto una improvvisa caduta di reddito in molte famiglie in affitto. Per affrontare la somma di questi disagi è necessaria una risposta rapida ed efficace se si vuole evitare di trovarsi di fronte ad una incontrollabile ondata di sfratti.