Competenza giudiziale

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
– ricorrente –

contro
Civile Ord. Sez. U Num. 1778 Anno 2022
Presidente: SPIRITO ANGELO
Relatore: COSENTINO ANTONELLO
Data pubblicazione: 20/01/2022

– intimati –

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE
1. Con ricorso notificato al Comune di Chieti ed ai sigg.
, e , nonché alle società
e , il sig. ha proposto
regolamento preventivo di giurisdizione ai sensi dell’art. 41 c.p.c. nell’ambito
di un giudizio da lui stesso introdotto davanti al Tribunale di Chieti nel quale
uno dei convenuti, il Comune di Chieti, ha eccepito il difetto di giurisdizione
del giudice ordinario, sostenendo la spettanza della controversia alla
giurisdizione del giudice amministrativo.
2. Nella citazione introduttiva del giudizio si espone che:
a. nel 1999 il , all’epoca imprenditore edile, ottenne dal
Comune di Chieti la concessione edilizia n. per realizzare, su un
suolo di sua proprietà, un edificio residenziale a più piani, progettato
dell’ingegner ;
b. la suddetta concessione edilizia venne sottoscritta – previa istruttoria del
responsabile del procedimento, geom. – dal dirigente
amministrativo, arch. , e dall’Assessore all’urbanistica, geom.
;
c. tra il 2000 ed il 2001 il Comune di Chieti rilasciò tre varianti alla concessione
edilizia originaria, anch’esse sottoscritte dall’arch. all’esito di
procedimenti istruiti dal geom.
e. alcune delle unità immobiliari del fabbricato furono vendute già in corso
d’opera, previo rilascio di un certificato di abitabilità parziale;
successivamente, dopo la realizzazione dell’ultimo piano ed il completamento
dello stabile, il medesimo venne dichiarata agibile con provvedimento
dell’arch. del 18.06.2010, all’esito di un procedimento istruito dall’ ing.
;
f. avverso l’iniziativa edilizia del il sig.
proprietario di un terreno vicino a quello oggetto di edificazione, propose tre
azioni giudiziarie:
– nel 1999 impugnò la concessione edilizia davanti al TAR Abruzzo; con
sentenza n. 655/2011, successivamente confermata dal Consiglio di Stato, il
TAR accolse il ricorso e annullò la concessione edilizia e le successive varianti;
– nel 2000 convenne davanti al Tribunale di Chieti il ,
chiedendone la condanna all’arretramento del fabbricato in corso di
costruzione; il Tribunale accolse la domanda con sentenza n. 438/2006,
confermata dalla Corte di appello di L’Aquila con la sentenza n.
passata in giudicato a causa del rigetto del relativo ricorso per cassazione
(Cass. sent. n. );
– nel 2005 convenne davanti al Tribunale di Chieti gli acquirenti degli
appartamenti costruiti dal , chiedendo anche nei loro confronti
la condanna all’arretramento del fabbricato; questi, a loro volta, chiamarono
in rivalsa il ; il Tribunale di Chieti, con la sentenza n.
accolse sia la domanda attorea che la chiamata in garanzia svolta dai
convenuti nei confronti del ; la pronuncia fu confermata in
secondo grado con la sentenza della Corte di appello di L’Aquila n.
, anch’essa passata in giudicato a causa del rigetto del relativo
ricorso per cassazione (Cass. sent. n. ;
9. Seguirono, nei confronti dell’attuale ricorrente, l’ordinanza di
demolizione del Comune di Chieti, nonché le azioni esecutive proposte contro
il sia dal che dagli acquirenti delle unità immobiliari del
fabbricato, vittoriosi in rivalsa.
3. Su tali premesse, ha chiesto al Tribunale di
Chieti la condanna del Comune di Chieti, in solido con i sigg. ,
, e , al risarcimento dei danni
patrimoniali e non patrimoniali «subiti a causa delle scelte imprenditoriali e
negoziali effettuate sull’incolpevole affidamento nella legittimità della
concessione edilizia e delle successive varianti rilasciategli, poi annullate dal
giudice amministrativo» (pag. 5 ricorso); ha chiesto, inoltre, la condanna
dell’ingegnere per avere elaborato il progetto dell’immobile in
violazione della normativa sulle distanze, atteso l’annullamento della
concessione ad opera dell’autorità giudiziaria amministrativa.
4. Il Comune di Chieti, costituitosi, ha eccepito in comparsa di
costituzione e risposta il difetto di giurisdizione «per essere la presente
controversia devoluta al GA, alla luce degli articoli 7 e 133, lett, I), c.p.a.». A
tale eccezione si è associato anche , nell’udienza di prima
comparizione avvenuta il 21.09.2020.
5. Al ricorso conseguentemente introdotto dal per
regolamento di giurisdizione nessuna delle parti del giudizio ha resistito.
6. La causa è stata chiamata all’adunanza camerale del 13 luglio 2021,
per la quale il Procuratore Generale presso questa Corte ha depositato una
requisitoria scritta con cui chiede che venga dichiarata la giurisdizione
dell’autorità giudiziaria ordinaria.
7. Nessun dubbio può sussistere sull’ammissibilità del presente ricorso,
avendo queste Sezioni Unite più volte affermato (cfr., tra le tante, SSUU n.
32727/1918) che il regolamento preventivo di giurisdizione può essere
proposto anche dall’attore, dovendosi a costui riconoscere, in presenza di
ragionevoli dubbi sui limiti esterni della giurisdizione del giudice adito, un
interesse concreto ed immediato alla definitiva risoluzione della questione da
parte delle Sezioni Unite della Corte di cassazione.
8. Nessun dubbio può inoltre sussistere sulla spettanza al giudice
ordinario della giurisdizione sulla controversia instaurata dal sig.
nei confronti dell’ing. trattandosi di una controversia tra privati avente
ad oggetto il risarcimento di danni da inadempimento alle obbligazioni
derivanti da un contratto d’opera professionale.
9. Quanto alla domanda proposta ai sensi dell’articolo 28 della
Costituzione nei confronti di , , e
– nelle rispettive qualità, il primo, di assessore e, gli altri, di
dipendenti del Comune di Chieti – nonché dello stesso Comune di Chieti quale
obbligato solidale, va qui richiamato il fermo orientamento di queste Sezioni
Unite alla cui stregua l’art. 103 Cost. non consente di ritenere che il giudice
amministrativo possa conoscere di controversie di cui non sia parte una
pubblica amministrazione, o soggetti ad essa equiparati, sicché la pretesa
risarcitoria avanzata nei confronti del funzionario in proprio, cui si imputi
l’adozione di un provvedimento illegittimo, va proposta dinanzi al giudice
ordinario, non ostando a ciò la proposizione della domanda anche nei
confronti dell’ente pubblico sotto il profilo della responsabilità solidale dello
stesso, stante l’inderogabilità, per ragioni di connessione, della giurisdizione
(cfr. SSUU n. 4591/2006, SSUU n. 13659/2006, SSUU n. 5914/2008, SSUU
n. 11932/2010, SSUU n. 5408/2011, SSUU n. 19677/2016, SSUU n.
19170/2017, SSUU n. 19372/2019, SSUU n. 6690/2020 e SSUU n.
29175/2020; si veda anche, in consonanza, Cons. Stato, Ad. Plen. n. 2/2017,
§§ 25 e 26).
10. Per quanto infine concerne la controversia introdotta nei confronti
del Comune di Chieti, va qui evidenziato che la stessa ha ad oggetto un danno
che, nella prospettazione del sig. , è stato causato non dai
provvedimenti amministrativi adottati nei suoi confronti dall’amministrazione
municipale (la concessione edilizia e le successive varianti), bensì dalla
lesione del suo affidamento nella legittimità di tali provvedimenti, poi
giudizialmente annullati. Si tratta, cioè, non di un danno da provvedimento
ma da un danno da comportamento.
11. La vicenda risulta allora perfettamente inquadrabile nello schema
concettuale fissato da queste Sezioni Unite nelle ordinanze nn. 6594, 6595 e
6596 del 2011, alla cui stregua rientra nella giurisdizione del giudice
ordinario:
– la controversia avente ad oggetto il risarcimento dei danni lamentati per la
lesione dell’affidamento ingenerato dal provvedimento favorevole (nella
specie, una concessione edilizia) poi legittimamente annullato in via di
autotutela (sent. n. 6594/2011);
– la controversia avente ad oggetto il risarcimento dei danni lamentati per la
lesione dell’affidamento riposto nell’attendibilità della attestazione rilasciata
dalla pubblica amministrazione (rivelatasi erronea) circa la edificabilità di
un’area (chiesta da un privato per valutare la convenienza di acquistare un
terreno) e nella legittimità della conseguente concessione edilizia,
successivamente annullata (sent. n. 6595/11);
– la controversia avente ad oggetto la domanda autonoma di risarcimento
danni proposta da colui che, avendo ottenuto l’aggiudicazione in una gara per
l’appalto di un pubblico servizio, successivamente annullata dal giudice
amministrativo, deduca la lesione dell’affidamento ingenerato dal
provvedimento di aggiudicazione apparentemente legittimo (sent. n.
6596/11).
12. La perdurante validità di tale schema concettuale, pur dopo
l’entrata in vigore del codice del processo amministrativo, è stata riaffermata
da queste Suprema Corte regolatrice nel 2020, con l’ ordinanza n. 8236, dove
si è sottolineato (§ 26.1) che la lesione oggetto delle suddette pronunce «non
è causata dal provvedimento favorevole (illegittimo – e, perciò, giustamente
annullato – ma non dannoso per il suo destinatario), bensì dalla fattispecie
complessa costituita dall’emanazione dell’atto favorevole illegittimo,
dall’incolpevole affidamento del beneficiario nella sua legittimità e dal
successivo (legittimo) annullamento dell’atto stesso. La lesione, cioè,
discende non dalla violazione delle regole di diritto pubblico che disciplinano
l’esercizio del potere amministrativo che si estrinseca nel provvedimento,
bensì dalla violazione delle regole di correttezza e buona fede, di diritto
privato, cui si deve uniformare il comportamento dell’amministrazione; regole
la cui violazione non dà vita ad invalidità provvedimentale, ma a
responsabilità».
13. Nella medesima ordinanza n. 8236/2020 si è altre si precisato (§
28.2) che «L’affidamento a cui si fa riferimento nelle tre ripetute ordinanze
del 2011, e nelle successive pronunce che alle stesse si sono uniformate, per
contro, è una situazione autonoma, tutelata in sé, e non nel suo collegamento
con l’interesse pubblico, come affidamento incolpevole di natura civilistica,
che si sostanzia, secondo una felice sintesi dottrinale, nella fiducia, nella
delusione della fiducia e nel danno subìto a causa della condotta dettata dalla
fiducia mal riposta; si tratta, in sostanza, di un’aspettativa di coerenza e non
contraddittorietà del comportamento dell’amministrazione fondata sulla
buone fede. E’ propriamente in questa prospettiva che, come sopra
sottolineato nel § 26, il provvedimento favorevole, unito alle specifiche
circostanze che abbiano dato fondamento alla fiducia nella legittimità e nella
stabilità del medesimo, viene in considerazione quale elemento di una
situazione che chiede protezione contro le conseguenze dannose della fiducia
mal riposta».
14. Da tali principi, ribaditi da queste Sezioni Unite nelle ordinanze n.
615/2021 e 12428/2021, il collegio non vede ragioni per discostarsi e,
pertanto, anche sulla domanda proposta dal avverso il Comune
di Chieti va dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario.

P.Q.M.
La Corte dichiara la giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria
Rimette al giudice di merito la regolazione delle spese del presente giudizio.