Roma, 15 settembre 2026
Dichiarazione di Stefano Chiappelli, segretario generale SUNIA
Il Country Report Italy 2026 della Commissione europea certifica quello che il SUNIA denuncia da tempo attraverso i propri sportelli territoriali: in Italia il costo dell’abitare ha superato ogni soglia di sostenibilità.
Il rapporto affitto/reddito calcolato su un appartamento tipo di 60 metri quadrati, raggiunge il 76% a Milano, il 65% a Roma e il 48% a Bologna.
In pratica, in molte grandi città l’affitto assorbe da solo più della metà — in alcuni casi quasi la totalità — del reddito disponibile di chi lo paga.
Non si tratta di un dato isolato: secondo lo stesso rapporto, il 19,4% degli affittuari italiani si trova in condizioni di “housing cost overburden”, cioè spende per la casa una quota di reddito talmente elevata da compromettere ogni altra voce di spesa.
“Sono numeri che raccontano un Paese dove lavorare non basta più a garantirsi un tetto”, dichiara il Segretario Generale SUNIA, Stefano Chiappelli.
“Quando l’affitto arriva a mangiarsi tre quarti dello stipendio non stiamo parlando di un disagio ma di un’emergenza sociale che il Governo continua a sottovalutare. I nostri sportelli lo confermano ogni giorno: negli ultimi mesi gli accessi per morosità e rischio sfratti sono raddoppiati.”
Il quadro si aggrava: sfratti in aumento, affitti brevi in espansione.
A questi dati si somma la fotografia degli sfratti diffusa dal Viminale: nel 2024 i provvedimenti di sfratto sono stati 40.158 (+1,99% sul 2023), il 74,8% per morosità. Le richieste di esecuzione sono salite a 81.054 (+9,82%). In parallelo, gli affitti brevi continuano a sottrarre stock abitativo alla locazione residenziale: 12% a Firenze, 11% a Venezia**, con effetti al rialzo sui canoni segnalati da oltre otto agenzie immobiliari su dieci, secondo le rilevazioni di Banca d’Italia.
“Nasce da qui una emergenza che non si può più ignorare!” dichiara il segretario generale del SUNIA “Rispetto ai dati sugli sfratti, il governo da una parte non ha rifinanziato in modo adeguato il fondo di sostegno all’affitto e per la morosità incolpevole per il quarto anno consecutivo e, dall’altra parte, gravissima la decisione di presentare un Disegno di legge con lo scopo di accelerare l’esecuzione degli sfratti senza garantire soluzioni alternative e, tra le altre cose, una percentuale di aumento del canone per ogni giorno di permanenza nell’alloggio da parte dell’inquilino soggetto a sfratto”.
Di fronte a queste evidenti emergenze il SUNIA chiede al Governo Meloni un cambio di passo immediato:
– un vero Piano Casa nazionale pluriennale, con obiettivi vincolanti su nuova edilizia pubblica e recupero del patrimonio ERP oggi inutilizzato;
– il rifinanziamento strutturale del Fondo sostegno affitto e del Fondo morosità incolpevole, oggi insufficienti a coprire la domanda reale;
la regolazione degli affitti brevi nelle aree a maggiore tensione abitativa, tra l’altro oggi sostenuta dalla Commissione europea che lancia una stretta nel settore immobiliare per tutelare il mercato ad uso residenziale;
– rilancio del canone concordato, con incentivi fiscali reali per i proprietari.
“Il caro affitti non è una crisi momentanea, è il fallimento dovuto all’assenza di politiche strutturali e il Piano Casa del Governo Meloni non interviene con risorse e strumenti adatti per poter affrontare l’emergenza abitativa”, conclude il Segretario Generale, Stefano Chiappelli. “Basta spot pubblicitari ed elettorali per fare propaganda. In un Pase civile il diritto alla casa è un diritto e non un privilegio!