Torino, 19 giugno 2026
Solo nell’area di Torino, si contano circa 16.000 domande inevase di partecipazione al bando per l’assegnazione di una casa popolare, di cui oltre 1.000 rappresentano casi di emergenza abitativa. In Italia raggiungono il numero di 600.000 .
In Piemonte, oltre 5.000 alloggi di edilizia sociale non sono assegnabili ai cittadini che ne hanno diritto, perché sono necessari importanti interventi di ristrutturazione.
L’ emergenza casa è un fenomeno di cui tanto si parla, ma su cui si agisce pochissimo.
Con il Piano Casa si palesa una assoluta insufficienza delle misure e un orientamento sbagliato che non dà risposta alla crescente domanda di accedere ad una abitazione dignitosa da parte di famiglie a basso reddito, studenti, lavoratori.
In questi anni le nostre Organizzazioni sindacali hanno elaborato proposte e iniziative che però non hanno trovato l’attenzione dovuta da parte del Governo, nonostante il problema casa sia diventato una vera e propria emergenza sociale, che ha assunto caratteri di strutturalità nella società italiana.
Perciò esprimiamo un giudizio fortemente critico sul Decreto Piano Casa varato recentemente dal Governo.
Un Piano insufficiente sul versante delle risorse perché non vi sono nuovi stanziamenti ma solo rimodulazioni di risorse che vengono in gran parte sottratte ai Comuni e alle Regioni dai fondi di Inclusione FERS, PINQUA e PNRR. I 970 milioni che dovrebbero essere utilizzati in 5 anni per il recupero del patrimonio ERP, dovrebbero, nel 2026, riguardare appena 7.700 alloggi.
E’ del tutto fuorviante il richiamo all’aiuto alle famiglie per l’acquisto di alloggi ERP di cui si prevede una svendita degli stessi, misura in contrasto con ogni ipotesi di aumento del patrimonio pubblico immobiliare perché la destinazione dei ricavi delle alienazioni sono destinati a coprire i deficit delle Aziende gestrici e al contenimento del deficit dello Stato.
È grave la centralizzazione delle politiche abitative e la nomina di commissari che sottraggono competenze alle Regioni e ai Comuni e ancora di più il potere a loro conferito di agire in deroga agli strumenti urbanistici.
Si rende necessario aprire una nuova stagione per il Welfare abitativo con al centro le seguenti priorità:
– bloccare la dismissione del patrimonio pubblico attraverso vasti programmi di riqualificazione e di manutenzione con l’obiettivo di aumentare il numero di alloggi di ERP;
– rifinanziare il Fondo sostegno affitti, allargandone la platea e ricalibrando le condizioni economiche di accesso, oltre che il sostegno per la morosità incolpevole;
– Riforma delle locazioni private con interventi fiscali per favorire la locazione stabile.