Reggio Calabria, 11 Aprile 2025

All’avvio della campagna referendaria promossa da CGIL Area Metropolitana Reggio Calabria, insieme al Pd, Calabria Possibile, Alleanza Verdi e Sinistra, Prc, Sunia, Auser, Anpi, Arci, Libera e Ampa ha preso parte anche il sindaco Giuseppe Falcomatà.

“Sono 5 sì per il lavoro, per i lavoratori, i cittadini e le cittadine italiane. Il referendum dell’8 e 9 giugno ci dice che i diritti si estendono e non si restringono. Quindi, è responsabilità nostra condurre una forte battaglia contro l’astensionismo”. A dirlo è il sindaco Giuseppe Falcomatà intervenendo all’avvio della campagna referendaria.

Da Palazzo Alvaro, sede della Città metropolitana, il sindacato ha mosso i primi passi verso le urne che, fra due mesi, chiameranno gli elettori a esprimersi su cinque quesiti su lavoro e cittadinanza.

L’incontro è stato presieduto e moderato da Francesco Alì, Segretario Generale Sunia-CGIL Calabria, che ha ricordato come il Parlamento abbia fatto poco su questi temi, peggiorando le condizioni di lavoratori e lavoratrici. Siamo consapevoli che per raggiungere il quorum bisogna convincere quelli che a votare non ci vanno, parlare con chi pensa che votare non serva a nulla e fare in modo che le persone utilizzino il diritto a votare perché il referendum è lo strumento che consente a ogni cittadino di cambiare le leggi. La vittoria dei Sì, permetterebbe infatti a 2,5 milioni di persone – che lavorano e pagano le tasse in Italia – di avere i diritti di cittadinanza che oggi non hanno, a cominciare dal diritto alla casa; cancellare il contratto a tutele progressive introdotto col Jobs Act significa che 4 milioni di persone, tutte quelle assunte a partire dal 2015 e tutti quelli che saranno assunti in futuro, non potranno essere licenziati ingiustamente e avranno il diritto al reintegro; le persone che lavorano in imprese con meno di 15 dipendenti, quasi 4 milioni, aggiungeranno tutele che oggi non hanno; se pensiamo poi al dramma delle morti sul lavoro che riguarda prevalentemente lavoratori precari e operanti in aziende di subappalto, il referendum rimette in capo all’azienda madre la responsabilità in termini di salute e sicurezza sul lavoro; così come con il referendum possiamo dare un colpo al precariato eliminando alcune norme sull’utilizzo dei contratti a termine.

“Quando si parla di lavoro a termine, precario e incerto – ha proseguito il sindaco Falcomatà – noi siamo i primi a dover sostenere le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Lo abbiamo fatto, per esempio, cancellando il precariato dal Comune e dalla Città metropolitana, grazie a scelte politiche coraggiose lungo un tragitto disseminato di ostacoli e incertezze. Abbiamo riconsegnato dignità al lavoro, costruendo un percorso di fiducia e condivisione con i sindacati. Questo referendum affronta anche il tema su come si possa bypassare e superare lo scoglio delle somme versate da Comune e Città metropolitane alle ditte appaltatrici senza che queste si riverberino sui salari dei lavoratori; affronta la questione di come tutela, sicurezza e certezze dei lavoratori debbano venire prima rispetto a riorganizzazioni aziendali. Ecco perché, ancora di più, va spronata la partecipazione. E’ anche attraverso il referendum che noi possiamo tornare a parlare di problematiche che hanno a che fare con la quotidianità delle persone che, prive di tutele e certezze, avranno sempre più difficoltà mettere insieme il pranzo con la cena”.

Netto il pensiero di Falcomatà anche riguardo al quesito sulla cittadinanza: “Le conferenze stampa imbarazzanti e imbarazzate del governo nazionale sono il termometro dell’incertezza e della poca dimestichezza dell’esecutivo riguardo alla cultura politica che si ha nell’affrontare questioni come quelle della cittadinanza, dello ius soli o dello ius scholae.

Noi, invece, siamo molto impegnati su questo fronte perché fa parte del nostro patrimonio culturale, del bagaglio di idee di un’ampia comunità che si rivede e si rispecchia in questi valori”.

Un contributo al confronto è arrivato anche dal consigliere comunale e metropolitano, Filippo Quartuccio, che ha presentato una mozione, all’assemblea di Palazzo San Giorgio, per impegnare l’amministrazione comunale a garantire la maggiore diffusione possibile sui quesiti referendari.

“C’è un vuoto della politica, di questo governo Meloni – ha detto Quartuccio – che non ha garantito, attraverso un percorso normativo, quelle che devono essere le tutele dei lavoratori. Dobbiamo promuovere i cinque quesiti raccontando alle persone che ci sono, in Italia, partiti, movimenti e associazioni che si interessano di lavoro e di lavoratori.

Noi siamo questo. Gli altri, invece, sono quelli che non hanno a cuore il presente e il futuro dei lavoratori e delle lavoratrici. Si deve specificare questa linea di demarcazione. La maggioranza di governo, non parlerà del referendum di giugno né lo faranno le reti Tv che gestiscono e governano. Se vince il sì questi quesiti possono davvero fare veramente la differenza per milioni di cittadini e cittadine”.

Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil Nazionale, ha specificato come, con il sostegno ai cinque quesiti, “12 milioni di lavoratrici e lavoratori acquisiranno diritti in più, a partire dalla dignità del lavoro con la ricostruzione dei principi sottratti, dalla salute e dalla sicurezza nella filiera degli appalti. Di fronte a 1500 persone che, ogni anno, muoiono sul posto di lavoro – ha specificato – non si può continuare a denunciare la strage, ma bisogna fermarla”.

Nel corso dell’iniziativa, al quale era presente anche il segretario metropolitano del Pd, Antonino Morabito, si sono alternati gli interventi di Silvia Giandoriggio, portavoce in Calabria di Possibile, Demetrio Delfino, segretario metropolitano di Sinistra Italiana-Avs, Sandro Vitale per “Ampa #25aprile” e Antonino Massara, segretario provinciale del Prc.

A chiudere l’avvio della campagna referendaria della Cgil, è stato il segretario generale della CGIL Metropolitana di Reggio Calabria, Gregorio Pititto che ha annunciato le prossime iniziative in campo, a cominciare dal volantinaggio di sabato 12 aprile alle 16.30 sul corso Garibaldi di Reggio Calabria, in concomitanza con 120 piazze in Italia, nonché la presenza di Maurizio Landini, Segretario Generale della CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro, per il mese di maggio nella città dello Stretto.