25 Novembre 2019

Nel programma di valorizzazione della Regione Lazio dei beni “sdemanializzabili”, anche mediante alienazione, per cessata pubblica utilità, essendo venuta meno la funzione originaria degli stessi, sono comprese anche le “Case Cantoniere”.
Si tratta degli immobili proveniente dalla gestione ex A.N.A.S. S.p.A., pertinenze delle sedi stradali trasferite alla regione, utilizzati in gran parte come alloggi di servizio dai cantonieri e corredati da una serie di pertinenze accessorie funzionali all’attività di manutenzione stradale, pervenuti al patrimonio disponibile della Regione Lazio.

Dal punto di vista normativo, la Regione ha provveduto ad adeguare il proprio Regolamento n.5 del 2012 con il Regolamento n. 32 del 2017 per meglio individuare gli aventi diritto all’acquisto di tali immobili.

Rimaneva la necessità di dare una corretta identificazione e valutazione di tali beni, tipologicamente anomali per la loro stretta e funzionale connessione con l’attività lavorativa degli utilizzatori e, cessata la funzione, non comparabili con beni analoghi presenti sul mercato.
E’ sembrato pertanto opportuno ricostruire storicamente le motivazioni, le scelte operative, le funzioni, le caratteristiche tipologiche di questi particolari beni per poter individuare dei criteri valutativi che meglio si attaglino alla specificità della tipologia “Case Cantoniere”.

E’ un passaggio imprescindibile che ha consentito di individuare parametri valutativi congrui, che tengano conto della specificità di questi immobili, della loro vetustà e mancata manutenzione, della loro atipicità anche rispetto ai contesti urbanizzati in cui oggi molti si ritrovano inseriti, pur essendo originariamente nati come “case di frontiera”.

Per far conoscere il lavoro svolto di seguito troverete un’ampia sintesi:
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Cafiero Tomei – Sunia Roma