Il SUNIA di Catania ritiene che ci siano gli estremi  per un’azione legale contro l’ordine di sgombero comunicato ieri  alle 26 famiglie delle forze dell’ordine che abitano gli alloggi di viale Bummacaro 3 a Librino.

Catania, 17 Ottobre 2020

Per la segretaria provinciale del SUNIA Cgil, Giusi Milazzo, “ è evidente che se da lato un ramo dell’Amministrazione regionale sta per dare attuazione a quando previsto dalla finanziaria 2020 all’art.21 comma 4, come aveva rassicurato nei mesi scorsi il presidente Musumeci a tutela degli inquilini, dall’altro porta avanti l’azione di sequestro dell’immobile e il conseguente ordine di rilascio degli appartamenti” .

Una storia contorta e per molti versi amara che giunge a conclusione di un percorso lungo  7 anni ma che per il SUNIA contiene un aspetto molto grave: “Se le azioni dei diversi uffici della Regione si muovono in direzioni opposte e in contraddizione non può essere in caso – spiega Milazzo – Abbiamo già chiesto al Presidente della Regione e all’assessore regionale alle Infrastrutture un incontro urgentissimo e anche organizzato un’assemblea  alla presenza delle famiglie e dei  legali del Sunia per mettere a punto le azioni sia di lotta sindacale che legali  contro l’ordine di rilascio. Chiederemo anche quanto previsto dell’articolo 21 comma 4 della finanziaria 2020 per l’acquisto e l’assegnazione  per queste famiglie di nuovi appartamenti in cui possano abitare mettendo fine a questa odissea”.

Il SUNIA di Catania contro lo sgombero delle famiglie di via Bummacaro a Librino.

Il SUNIA di Catania ritiene che ci siano gli estremi  per un’azione legale contro l’ordine di sgombero comunicato ieri  alle 26 famiglie delle forze dell’ordine che abitano gli alloggi di viale Bummacaro 3 a Librino.

Per la segretaria provinciale del SUNIA Cgil, Giusi Milazzo, “ è evidente che se da lato un ramo dell’Amministrazione regionale sta per dare attuazione a quando previsto dalla finanziaria 2020 all’art.21 comma 4, come aveva rassicurato nei mesi scorsi il presidente Musumeci a tutela degli inquilini, dall’altro porta avanti l’azione di sequestro dell’immobile e il conseguente ordine di rilascio degli appartamenti” .

Una storia contorta e per molti versi amara che giunge a conclusione di un percorso lungo  7 anni ma che per il SUNIA contiene un aspetto molto grave: “Se le azioni dei diversi uffici della Regione si muovono in direzioni opposte e in contraddizione non può essere in caso – spiega Milazzo – Abbiamo già chiesto al Presidente della Regione e all’assessore regionale alle Infrastrutture un incontro urgentissimo e anche organizzato un’assemblea  alla presenza delle famiglie e dei  legali del Sunia per mettere a punto le azioni sia di lotta sindacale che legali  contro l’ordine di rilascio. Chiederemo anche quanto previsto dell’articolo 21 comma 4 della finanziaria 2020 per l’acquisto e l’assegnazione  per queste famiglie di nuovi appartamenti in cui possano abitare mettendo fine a questa odissea”.