Bologna, 25 luglio 2022

Dopo un confronto durato alcuni mesi, a volte anche aspro per la pretesa di alcune associazioni dei proprietari di avere una rivalutazione dei canoni, si è raggiunto l’accordo territoriale che fissa i criteri per la definizione dei canoni concordati previsti dalla legge 431 del 1998.
Il rinnovo non prevede un incremento del valore al metro quadro per la determinazione del canone. Elemento questo importante in una situazione che vede il mercato immobiliare a Bologna in crescita di domanda.
L’accordo vale per tutti i comuni della città metropolitana.
Il confronto ha poi definito anche una revisione delle aree in ragione dei processi di riqualificazione urbana, e dei criteri di maggiorazione per quegli immobili che sono stati oggetto di significativi investimenti strutturali di riqualificazione energetica e che rappresentano un risparmio nei consumi energetici per i conduttori e per i contratti lunghi.
Sarà applicato ai contratti sottoscritti dal 1 agosto 2022 ed avrà validità fino al 31 dicembre 2023 al fine di poter fare una verifica sulla bontà dell’accordo in un osservatorio sulla condizione abitativa che il comune di Bologna istituirà a settembre.
Un ruolo importante nel negoziato è stato svolto anche dal Comune di Bologna che oltre a confermare gli sgravi fiscali per L’IMU, ha messo a disposizione 1 milione e 300.000 euro provenienti dal fondo regionale per le rinegoziazioni come contributo a quei proprietari che accettano di stipulare un nuovo contratto di locazione a canone concordato con un canone non superiore alla media del valore minimo e massimo.
Il contributo complessivo può raggiungere i 3.000 euro per i primi 3 anni di durata del contratto, ai quali si aggiungono altri 500 euro per le zone di pregio.

L’allegato:
– il nuovo accordo di Bologna