29 Settembre 2014
MOROSITA INCOLPEVOLE, FINALMENTE ESCE IL DECRETO LEGGE DEL GOVERNO.
MA I DATI 2013 DEL MINISTERO INTERNI VEDONO ULTERIORE AUMENTO DEGLI SFRATTI. I SINDACATI PREOCCUPATI: "ORA I SINDACI DEI COMUNI AD ALTA TENSIONE ABITATIVA (BERGAMO-SERIATE-DALMINE-TORRE BOLDONE) E IL PREFETTO DEVONO GRADUARE GLI SFRATTI E TROVARE SOLUZIONI ALLOGGIATIVE"

 

Dopo mesi di sollecitazioni, il Governo, lo scorso 14 luglio 2014, ha finalmente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale  il decreto attuativo del fondo per la morosità incolpevole che investe i Comuni del compito di predisporre e comunicare alle Prefetture gli elenchi degli aventi diritto e così ottenere per le famiglie che rischiano di perdere la casa la graduazione degli sfratti.
SUNIA-Cgil, SICET-Cisl e Unione Inquilini sollecitano i Comuni della Provincia di Bergamo ad alta tensione abitativa ad applicare immediatamente quanto previsto dall'articolo 6 comma 5 della legge 124/2013 in materia di graduazione degli sfratti. Una volta graduati gli sfratti i Comuni devono avviare le forme di accompagnamento sociale che possono essere messe in atto, come ad esempio un contributo fino a 8.000 euro, proveniente dalle risorse del fondo nazionale, per trasformare gli sfratti in contratti a canone agevolato, oppure per pagare la cauzione sempre per trasformare lo sfratto in nuovo contratto a canone agevolato, oppure per il passaggio da casa a casa in alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Non ci sono scuse per azioni dilatorie questa è una priorità, i comuni devono agire. Anche perché gli sfratti sono in aumento, lo dice il rapporto che ogni anno pubblica il Ministero degli Interni. In Italia, nel 2013, le sentenze di sfratto sono state 65.302, (con aumento del 300% rispetto al 2012), l'89% di questi è per morosità incolpevole. A Bergamo e provincia la situazione è più grave che nelle grandi metropoli come Milano o Roma. Infatti le sentenze sono state 1.002, le richieste di esecuzione 2.055 (+ 20% rispetto al 2012), le esecuzioni con l'ausilio della forza pubblica 560 (+ 6%).
Siccome la perdita del lavoro è causa principale della perdita della casa, è inutile sottolineare che se la crisi occupazionale continuerà ad aggravarsi aumenteranno gli sfratti.
Noi abbiamo proposte molte semplici e concrete: un vero piano strategico per la messa a disposizione di alloggi sociali (case popolari, ndr), senza nuova cementificazione ma attraverso il recupero del patrimonio esistente, a partire da quello pubblico inutilizzato e in disuso. In particolare ricordiamo al Sindaco di Bergamo la priorità della sistemazione delle circa 200 case popolari chiuse perché prive dei requisiti per l'assegnazione.
Ma prima di tutto va interrotta l'emergenza sfratti applicando le norme sulla graduazione. Infatti da almeno 30 giorni, ma la legge è di 10 mesi fa, sindaci e prefetto sono inadempienti non applicando il decreto approvato dal governo.

I sindacati inquilini, attraverso i loro uffici legali, hanno predisposto un modulo che intendono mettere a disposizione anche degli uffici comunali e avvia, in maniera unilaterale, comunque da subito, la raccolta presso le proprie sedi delle autocertificazioni degli inquilini che le associazioni provvederanno alla loro consegna ai Comuni.
- l'articolo sul Corriere della Sera del 27 Settembre

- l'articolo sull'Eco di Bergamo del 27 Settembre

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