Dichiarazione di Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA

Senza suscitare il clamore mediatico dell’aumento della soglia del contante a 3.000 euro, tra le pieghe della proposta di legge di stabilità spunta l’abrogazione di una norma, approvata con la legge di bilancio del 2014, che prevede l’obbligo di pagare i canoni di locazione con strumenti tracciabili. Una misura, questa, che poteva e può contribuire a contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale nel settore delle locazioni stimabile prudenzialmente intorno al miliardo di euro annui.
E’ importante ricordare che la proposta di abrogazione della norma sulla tracciabilità segue due recenti sentenze della Corte Costituzionale che hanno cancellato un’altra importante misura di contrasto come la possibilità per l’inquilino di denunciare un contratto in nero applicando un canone sanzionatorio pari a tre volte la rendita catastale.
Con questa decisione il Governo lancia un messaggio fortemente negativo, che mette in discussione tutti gli sforzi fatti per riportare ordine e rispetto delle regole in un mercato, come quello degli affitti, dominato da irregolarità fiscali e contrattuali. E non ci si dica che sarebbe stato assurdo mantenere quell’obbligo in presenza dell’aumento della soglia del contante perché l’affitto è un pagamento ricorrente la cui somma annuale (sulla quale si pagano le tasse) supera di gran lunga anche i 3.000 €.
Se si vuole contrastare veramente l’evasione in questo comparto è necessario, oltre ovviamente mantenere la tracciabilità dei pagamenti, introdurre la possibilità per gli inquilini di detrarre il canone pagato dal reddito percepito in analogia con quello che avviene sui mutui prima casa ed una nuova norma sui contratti in nero che sostituisca quelle cancellate dalla Consulta recependone, ovviamente, le motivazioni.
E’ su questo che si misurerà la reale volontà del Governo di recuperare quel miliardo di evasione fiscale.