Firenze  ‘Basterebbe un solo casermone abbandonato per rimettere a posto tutta la situazione dell’emergenza abitativa a Firenze. Per esempio, la ex caserma dei Lupi di Toscana, che oggi è vuota. Ristrutturiamola e costruiamoci case popolari.”

Queste non sono le dichiarazioni del Sunia, ma quelle di Matteo Renzi nel novembre 2013, quando l’allora sindaco di Firenze, auspicava che il governo centrale cedesse alla città quel contenitore vuoto per risolvere l’enorme precarietà abitativa. Ieri il sindaco attuale della città fiorentina, ha però dichiarato di valutare una destinazione diversa per l’ex caserma, specificando ‘no alloggi popolari, ma ad affitto calmierato’ dentro i Lupi di Toscana. Più specificatamente 500 alloggi in housing sociale. Questo cambio di politica urbanistica “dice Laura Grandi, segretaria del SUNIA di Firenze”, ma anche di politica abitativa preoccupa non poco, chi, come noi, ha ben presente quali e quante sono state le distorsioni che gli interventi di social housing hanno portato in città e anche in altre realtà nazionali. Le esperienze non sono state positive soprattutto perché più finalizzate alle aspettative (economiche) dei costruttori che a quelle degli inquilini, che si trovano a pagare affitti non certo calmierati e comunque non adeguate alla crisi economica che sta bersagliando le famiglie. Crisi economica ben descritta ed analizzata sia dall’Ossevatorio regionale Toscano sulla condizione abitativa, sia dal rapporto Nomisma / Federcasa, che ha delineato una situazione a tinte fosche, descrivendo la difficoltà di una fetta sempre più larga di famiglie in affitto in condizione di disagio abitativo che vorrebbero e dovrebbero rivolgersi verso l’edilizia residenziale pubblica.

Meno caserme e più case popolari: questo è il nostro grido di battaglia, un po’ vintage, ma che rende bene l’idea di come si può realizzare un ‘sogno’ per far fronte alla grande fame di alloggi con canoni accessibili a Firenze e di come, una volte per tutte, sarebbe possibile non affiancare più alla parola casa, la parola emergenza. Noi riteniamo “conclude il segretario del Sunia Laura Grandi” che insistere sul social housing come unico strumento per rispondere al fabbisogno abitativo sarebbe miope e l’occasione della riqualificazione dei Lupi di Toscana potrebbe essere l’opportunità giusta per avviare un piano per l’edilizia popolare, l’unica vera soluzione che risponde alle esigenze della domanda più debole ed in difficoltà