Firenze, 5 Febbraio 2018

Un articolo del quotidiano La Nazione del 2 febbraio, portava il titolo ‘Un tesoretto salva tetto: un piano toscano da 500 milioni’. Mirabilia, finalmente la Regione Toscana trova le risorse per l’edilizia pubblica! Una positiva sorpresa che si scioglieva come neve al sole, quando, dopo la lettura delle prime righe del comunicato, l’assessore alla casa Vincenzo Ceccarelli spiegava come negli ultimi 10 anni la Regione Toscana avesse investito 500 milioni di euro per la realizzazione di alloggi pubblici, di cui 122 negli ultimi tre anni. Quindi soldi già impegnati e non risorse che si sarebbero liberate per dare risposta e respiro alle numerose famiglie in difficoltà nella nostra regione. Ma qualcosa non tornava ugualmente: perché non ci risulterebbe proprio che la Regione avesse investito tutti quei soldi per il settore. Proprio no.
‘Per quanto riguarda l’impegno finanziario della Regione Toscana per l’ERP è presto detto’ riferisce la segretaria del Sunia Laura Grandi’ in questa legislatura, Governatore Rossi, Assessore alla Casa Ceccarelli, la regione non ha destinato all’ERP un solo euro che non provenga da provvedimenti regionali finanziati con i fondi ex Gescal già definiti in precedenza o da trasferimenti diretti da parte del Governo centrale, come i finanziamenti della L. 80/2014’ . Le delibere regionali di approvazione dei P.O.R. (piani operativi di reinvestimento risorse ERP) sono atti di mero controllo da parte della Regione e che i finanziamenti autorizzati sono il risultato della gestione ERP (avanzi da canoni, proventi dalle vendite, … ) e quindi anche questi non sono finanziamenti regionali.
Tra l’altro la Regione Toscana deve procedere alla restituzione dei 170 ml di euro sottratti all’edilizia pubblica nel 2012 e dirottati ai Trasporti Pubblici, promessi più volte dallo stesso governatore Rossi prima dell’elezioni regionali e non ancora tornati nell’alveo di competenza.
‘Noi crediamo alla buona fede dell’Assessore Ceccarelli’ continua Laura Grandi ‘quando riporta cifre, milioni, miliardi, attribuendoli all’attività della Regione Toscana: forse sono i suoi ‘desiderata’, ma così non è’. Sono anni ormai che SUNIA e CGIL Toscana, sostengono che per tentare di risolvere la drammatica questione della precarietà abitativa, occorre che governo centrale e regione Toscana individuino al più presto un regolare flusso di finanziamenti che garantisca la costruzione di nuove case popolari a canone sostenibile da realizzarsi soprattutto nei grandi spazi delle caserme dismesse. Le risorse, però, non dovranno essere chieste sempre ai soliti noti, vale a dire ai lavoratori dipendenti, come avveniva con le ritenute Gescal, ma attraverso una vera e propria tassa di scopo che colpisca le rendite, soprattutto quelle immobiliari e di beni di lusso, come auto di grossa cilindrata o imbarcazioni.
‘Non ci resta che rinnovare l’invito alla Regione e all’Assessore Ceccarelli’ conclude Laura Grandi ‘ di condividere questo percorso promuovendo al suo interno e rispetto al governo centrale, una discussione per assicurare subito, risorse certe per il sistema dell’edilizia residenziale pubblica, pilastro fondamentale sul quale deve poggiare il sostegno alle famiglie in difficoltà per il caro affitti e per i bassi redditi dovuti alla precarietà lavorativa.