Parma, 31 Gennaio 2019

Il 29 gennaio 2019 è stato sottoscritto, presso Il Comune di Parma, insieme alle altre associazioni maggiormente rappresentative, il nuovo accordo per i canoni agevolati vigente nel Comune di Parma.

L’accordo non prevede stravolgimenti, ma solo aggiustamenti manutentivi del precedente meccanismo che sostanzialmente stava funzionando negli ultimi anni.

Non era scontato, dal momento che in un anno e mezzo di trattative abbiamo dovuto opporre le proposte irricevibili della Proprietà Edilizia che voleva estendere a balconi e cantine le superfici di misurazione e voleva favorire i transitori sulla scorta delle maggiorazioni contenute nel decreto ministeriale.
Abbiamo dovuto fronteggiare le pretese insensate dell’ ASPPI che voleva eliminare tutte le Macro-aree a fronte di un’unica grande area di mezzo che avrebbe penalizzato gli inquilini che risiedono nelle zone di minor qualità. Abbiamo inoltre dovuto fermare le fughe in avanti del SICET che era soprattutto interessato a fare un accordo qualunque purché in fretta.

Riteniamo che alla fine abbia prevalso il buon senso e sulla base della valutazione dell’andamento di mercato si è deciso di dare maggiore inclinazione alla curva dei valori in relazione alla qualità dell’alloggio e mantenere quanto di buono già c’era nell’accordo precedente.

Precisamente si sono penalizzati gli alloggi più scadenti togliendo il riconoscimento di punto di qualità al citofono (ma si considera almeno il videocitofono), al secondo piano senza ascensore (ci si ferma al primo), inoltre l’anno di costruzione o ristrutturazione integrale dell’immobile come requisito per il punteggio slitta dal 1990 al 2005. Per effetto di queste rivalutazioni degli elementi di qualità, diversi alloggi, correttamente, scivoleranno dalla fascia massima alla media o dalla media alla minima.

In contropartita sono state concesse delle maggiorazioni proporzionate alla classe energetica a partire dalla D in poi per premiare quei locatori che affittano locali di maggiore qualità. Per fortuna però queste maggiorazioni incideranno lievemente sul monte canoni dal momento che la stragrande maggioranza degli appartamenti concessi in locazione sono in classe G ed F.

Considerando lo scarsissimo successo nel nostro territorio dei contratti per studenti universitari art. 5 comma 2 per l’eccessiva distanza dei valori di mercato (negli ultimi 15 anni, in tale fascia di mercato, l’hanno fatta da padrone i 4+4 ) su tali tipologie sono state concesse una maggiorazione del 5% (ai sensi del D.M. 16 gennaio 2017) e un passaggio al 20% della maggiorazione per l’ammobiliato integrale .
Riteniamo che tale rivalutazione porti gli art. 5 comma 2 ad una maggiore concorrenzialità senza che ci si avvicini troppo ai valori di mercato.

Non c’è stata nessuna modifica degna di nota delle macro-aree.

Nessuna concessione ai contratti transitori (e non era scontato).

L’allegato:
– l’accordo per il comune di Parma