Milano, 21 Aprile 2016

Si è tenuto questo pomeriggio in corso di Porta Vittoria 47, presso il nuovo Centro dei Servizi Unici dell’Abitare Sunia-Apu,  un incontro tra il candidato Sindaco di Milano Giuseppe Sala,  il Sunia-Apu di Milano, sindacato degli inquilini  e dei proprietari diretti e l’Udu Milano, sindacato degli studenti per avere un confronto sulle problematiche abitative della città. Un incontro dove Giuseppe Sala sono state tracciate le proposte per affrontare il disagio abitativo.
La situazione abitativa di Milano è drammatica e i dati confermano un’emergenza in atto. Sul fronte del settore pubblico ci sono 24 mila richieste di case popolari, 19 mila richieste di sfratto di cui l’80% per morosità incolpevole. Sul fronte privato, gli alloggi sfitti sono 80 mila, si è assistito all’impoverimento del ceto medio troppo ricco per l’Erp e troppo povero per il mercato libero. Cui si aggiunge una situazione quasi esplosiva dei proprietari, visto che i dati ci parlano di oltre 17 mila procedimenti avviati per la vendita all’asta delle  case di proprietà. Senza considerare che il problema abitativo investe anche gli studenti universitari soprattutto fuori sede che si trovano in una città poco attrattiva, con prezzi per una stanza singola che oscillano dai 450 ai 700 euro e con un mercato di affitto in nero.
Di fronte a questo quadro Giuseppe Sala ha dichiarato che la questione abitativa a Milano e in particolare delle case popolari è uno dei primi da affrontare  con  urgenza.  Naturalmente c’è un problema di risorse economiche: dove attingerle e come attivarle. Ora, in futuro per poter affrontare con concretezza e incisività il disagio abitativo è naturale che Comune e Regione debbano poter procedere di pari passo. E seguire una stessa logica. Dal canto suo, per potere accelerare i tempi, il candidato farà richiesta di poteri speciali per Milano (come li aveva Moratti e anche tutt’ora Pisapia): una formula per avere non tanto agevolazioni economiche ma  procedure più rapide. E per questo intenderà rafforzare LA vigilanza sugli atti per sorvegliare il funzionamento dei provvedimenti che verranno adottati. Infine per le sperequazioni tra l’offerta alta e le case invendute  si è detto favorevole a uno sviluppo edilizio residenziale, rigenerando l’esistente senza togliere spazi verdi alla città.
Il Sunia, invece, ha ribadito la proposta che il Comune possa adottare un bando unico sempre aperto che organizzi in un unico sistema di valutazione le molteplici domande di accesso alle prestazioni  così da eliminare la varietà dei bandi oggi previsti per l’assegnazione degli alloggi pubblici o sociali, per l’erogazione dei contributi per l’accesso e il mantenimento dell’abitazione. Questo non solo per accelerare i tempi, ma permetterebbe di avere una graduatoria sempre aggiornata e una banca dati sul disagio abitativo da poter utilizzare per dare risposte sulla una domanda abitativa che è diventata varia e diversificata. E, ha sottolineato che anche alla Regione sono state fatte richieste per affrontare il problema abitativo. Il Sunia, infatti, chiede da tempo che venga destinato l’1% del bilancio di Regione ad un fondo di finanziamento per la manutenzione, il recupero del patrimonio degradato, il risparmio energetico e nuovi programmi di costruzione. Ad oggi, infatti,  non ci sono impegni strutturali e continuativi a garanzia del finanziamento dell’edilizia pubblica per il sostegno sull’affitto e le spese alle famiglie in difficoltà e per la manutenzione e riqualificazione dei quartieri degradati e delle nuove case popolari