Bologna, 18 dicembre 2015

 

La Legge di stabilità 2016 azzera nuovamente il Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione. Per il 2016 il Governo trova 4 miliardi per abolire la TASI, ma non trova 100 milioni per aiutare gli inquilini più poveri.
Dopo anni di assenza il fondo affitti era stato finanziato dalla L. 80/2014 con 100 milioni per ognuna delle annualità 2014 e 2015. Una somma irrisoria, che tuttavia, insieme alle risorse di Regione e Comuni, ha consentito di mantenere un certo grado di attenzione verso le famiglie in maggiore difficoltà a pagare l’affitto, il cui bisogno è straordinariamente aumentato negli ultimi anni. Azzerando il finanziamento, invece, lo Stato si torna a sfilare dal fondo nazionale locazioni, per cui la Regione e i Comuni si sentiranno obbligate a considerare di nuovo chiusa l’esperienza del sostegno diretto a chi è in affitto.
Questo significa che a Bologna, dove il bando chiuso da poco ha contato circa 3500 richiedenti, nel 2016 mancheranno 2 milioni di euro, e le famiglie che avevano ripreso a contare su questa forma di aiuto, per reggere un po’ meglio nel mercato dell’affitto privato, dall’anno prossimo dovranno arrangiarsi da sole. Ma a tante di queste famiglie (reddito medio 1.000 euro), probabilmente non basterà arrangiarsi un po’ di più per evitare di finire in morosità, perché con affitti medi pari alla metà del reddito per loro sarà davvero difficile cavarsela.
Per il SUNIA è inaccettabile che una forma di sostegno che ha riguardato un così grande numero di famiglie di inquilini venga abbandonata senza che nessuno rifletta sulle conseguenze che ne deriveranno, dimenticando che il picco degli sfratti per morosità ha coinciso proprio con il precedente abbandono del contributo affitti. E non vale ribadire che non ci sono soldi: la vicenda TASI-IMU, per rimanere nell’ambito della casa, è lì a dimostrare che i soldi si potrebbero trovare. Il SUNIA infine giudica inspiegabile il silenzio delle Istituzioni e delle forze politiche su questo aspetto della manovra e chiede da parte di tutti una forte pressione verso il Governo perché non abbandoni una misura che negli anni ha aiutato migliaia di famiglie a non precipitare nell’emergenza abitativa.