Brescia, 5 Dicembre 2017

La nuova legge regionale 16/2016 ha stravolto il sistema delle politiche abitative.
Alcune modifiche presentate dai Sindacati confederali e degli inquilini sono state accolte.
Ad esempio la tutela degli anziani e delle famiglie con patologie croniche gravemente invalidanti o il mantenimento delle autogestioni dei servizi effettuate dagli inquilini, ma la legge resta comunque una riforma sbagliata che non risolve i problemi dell’edilizia pubblica perché:
– non prevede finanziamenti sicuri e permanenti per affrontare i problemi abitativi
– non risponde al drammatico fabbisogno di alloggi popolari ad affitti sostenibili
– delega ai Comuni una parte importante della gestione senza fornire aiuti adeguati e mettendo in seria difficoltà i lavoratori che dovranno fronteggiare la situazione

Il nuovo regolamento approvato lo scorso 31 luglio è figlio (peggiore) della legge regionale 16/2016
– Non tutti potranno presentare la domanda, ma solo gli appartenenti ad alcune “categorie”, al fine di formare un “mix sociale” nei caseggiati popolari, che non sarà comunque rispettato
– Agli “indigenti” sarà riservato solo il 20% delle assegnazioni
– È introdotto un peggio che burocratico sistema di bandi e “pseudo-graduatorie” per ogni appartamento al quale si deve concorrere in base alla propria categoria, e alla fine ci sarà una sola assegnazione mentre gli altri richiedenti esclusi dovranno rifare la domanda ripartendo da zero.
L’unico mezzo per concorrere al bando sarà la “piattaforma informatica”, meccanismo molto complicato

L’allegato:
– scarica il volantino in formato pdf