- COMUNICATO -
Lombardia: mobilitazione contro l'iniziativa
della regione sull'edilizia residenziale pubblica. Il comunicato
unitario SUNIA, SICeT, UNIAT e UNIONE INQUILINI.
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Lombardia |
Milano 24.01.2003
COMUNICATO STAMPA
LA GIUNTA FORMIGONI VA AVANTI CON LA SUA RIFORMA DELL’EDILIZIA PUBBLICAI
SINDACATI INQUILINI CHIAMANO ALLA MOBILITAZIONE TUTTI GLI ASSEGNATARI E I CITTADINI CHE DOMANDANO UNA CASA DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA IN LOMBARDIA
Nell’incontro con l’assessore Lio di ieri, è stato comunicato al Sindacato che la Giunta Regionale deciderà sugli accessi (criteri per le domande, i bandi e l’assegnazione degli alloggi) e sulla riforma delle ALER il 31 gennaio.
In Lombardia, unica regione d’Italia ad aver imboccato la strada della delegificazione per riformare il comparto dell’edilizia residenziale pubblica, la Giunta può fare e disfare l’intera disciplina degli accessi e dei canoni d’affitto, decidere una diversa destinazione degli alloggi pubblici (per le finalità sociali proprie o per altre finalità) attraverso semplici atti deliberativi, senza dover passare dal Consiglio.
Allo stato delle cose, per gli inquilini delle case popolari e tutti i cittadini che sono in attesa nelle graduatorie o domandano l’assegnazione di un alloggio, questa riforma dell’edilizia residenziale pubblica in Lombardia si annuncia la peggiore possibile, e netto è il dissenso espresso dai Sindacati Inquilini.
TRASFORMAZIONE DELLE ALER
Quanto alla riforma delle ALER, si tratta di un progetto di legge che, dopo varie peripezie e convulsioni interne alla maggioranza e alla Giunta, prospetta un assetto delle Aziende fatto in questo modo:
L’ALER diventa ALER PATRIMONIO, ente pubblico economico come già è adesso, proprietaria degli alloggi e con compiti di programmazione e indirizzo; L’ALER PATRIMONIO costituisce l’ALER GESTIONE S.P.A.; l’ALER GESTIONE S.P.A. costituisce società di capitali per l’acquisto di servizi, l’effettuazione delle manutenzioni o la realizzazione di programmi per nuove costruzioni o recupero edilizio.
Nel bel mezzo dello scontro per le nomine nei consigli di amministrazione, i consigli vengono moltiplicati …COSÌ C’È UN POSTO PER TUTTI! Poco importa alla Giunta Regionale se i costi gestionali aumenteranno, se il carattere fondamentalmente privatistico dell’assetto gestionale obbligherà le ALER alla ricerca della redditività.
In questa trasformazione delle ALER non c’è alcun guadagno in termini d’efficienza ed efficacia della gestione. C’è solo l’idea di un poderoso aumento degli affitti, tramite il quale accollare tutti gli oneri della gestione aziendale agli inquilini (spese generali e d’amministrazione, oneri fiscali e finanziari, spese di manutenzione ordinaria e straordinaria).
Intanto, mentre si litiga sulla spartizione dei consigli d’amministrazione, l’ALER, commissariata, è di fatto impedita ad intervenire nelle gare per la realizzazione dei programmi operativi regionali (che utilizzano le risorse statali per la realizzazione di alloggi in affitto, stanziati dalla legge 21/2001 sul disagio abitativo) e sono ferme le procedure di attuazione della parte principale (più di 500.000.000 euro di spesa) del Programma Regionale per l’Edilizia Residenziale Pubblica, tanto sbandierato dall’Assessore Lio in questi ultimi mesi.
AUMENTO DEI CANONI D’AFFITTO DEGLI ALLOGGI PUBBLICI
I canoni d’affitto verrebbero agganciati ai costi di gestione.
Entro il 31 ottobre di ogni anno la Giunta regionale stabilisce il valore (e l’aumento) del costo di gestione ai fini dell’applicazione del canone d’affitto. Quale sia il valore di partenza ancora non si sa. Quel che è certo, invece, e che il nuovo sistema di rapporto fra reddito dell’assegnatario e affitto agganciato ai costi di gestione determinerebbe un aumento generalizzato dei canoni, da smaltire in 2 anni, dal 1 luglio 2003 al 30 giugno 2005, con aumenti progressivi degli affitti esistenti.
Dal 1 luglio 2005 si va a regime con il nuovo sistema e gli aumenti rispetto al canone attuale per famiglie con un solo reddito da lavoro dipendente o pensione potrebbero essere anche superiori al 100-300% (secondo il tipo di alloggi).
Da subito, però, verrebbe applicato il quadruplicamento del canone minimo (che passerebbe a 250 euro, oltre le spese per servizi e oneri accessori) e molte famiglie in condizioni economiche di povertà o d’indigenza si troverebbero preteso di botto, senza sconti e graduazioni, un aumento dell’affitto insopportabile.
RIFORMA DEI CRITERI D’ACCESSO AGLI ALLOGGI PUBBLICI
Le case da assegnare non ci sono e non si costruiscono, però si fa la riforma dei criteri d’assegnazione degli alloggi d’edilizia pubblica:
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abolendo le Commissioni per l’esame delle domande e affidando alla sola procedura informatica la valutazione della condizione economica e sociale dei richiedenti un alloggio pubblico nel bando o per motivi di emergenza
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inserendo un criterio che discrimina l’accesso dei cittadini extracomunitari agli alloggi di edilizia pubblica
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permettendo ad ogni Comune di stabilire come meglio crede un periodo minimo di residenza per avere diritto alla partecipazione ai bandi (c’è chi è già pronto a stabilire un periodo di 10 anni)
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consentendo il diritto alla richiesta di un alloggio pubblico solo a coloro che hanno la fortuna di risiedere o lavorare in un comune che ha case popolari da assegnare
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vanificando, per mancanza di una norma transitoria adeguata, i bandi appena conclusi che hanno visto la presentazione di migliaia di domande di assegnazione di un alloggio.
PER QUESTO I SINDACATI INQUILINI HANNO DECISO UN PRIMO CALENDARIO DI MOBILITAZIONE CHE COMINCIA CON
Giovedì 30 gennaio 2003 ORE 17,00 PRESIDIO Via F. Filzi (Milano) - davanti al palazzo della REGIONE
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PER CHIEDERE ALLA REGIONE DI SOSPENDERE I PROVVEDIMENTI E RIPRENDERE LA TRATTATIVA CON IL SINDACATO
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PER UNA RIFORMA DELL’EDILIZIA PUBBLICA CHE MANTENGA IL RUOLO E LE FINALITÀ SOCIALI DEL PATRIMONIO
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CONTRO L’AUMENTO GENERALIZZATO DEGLI AFFITTI NELLE CASE POPOLARI (CHE ACCOLLA AGLI INQUILINI TUTTI I COSTI DELLA GESTIONE, DELLA MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DEGLI ALLOGGI) | E CONTINUERÀ
PER TUTTO IL MESE DI FEBBRAIO, CON ASSEMBLEE NEI QUARTIERI,
PER POI CULMINARE IN UNA GIORNATA DI LOTTA,
PREVISTA PER L’11 DI MARZO, CON LA TENUTA CONTEMPORANEA DI
MANIFESTAZIONI E CORTEI IN TUTTE LE CITTÀ CAPOLUOGO
DI PROVINCIA DELLA LOMBARDIA. |