- COMUNICATO -

Il governo finalmente interviene ma con un testo confuso e pasticciato. Ora spetterà al Parlamento assicurare con la legge di conversione regole più chiare, certe e trasparenti a tutela dei diritti degli inquilini.

CASE DEGLI ENTI CARTOLARIZZATE: NEL MAXI DECRETO IL GOVERNO, PASTICCIANDO, INTRODUCE MODIFICHE SOLO PARZIALI NON RISPETTANDO LA VOLONTA’ DEL PARLAMENTO.


Il Governo, ancora una volta, dimostra di non comprendere che dietro la vendita delle case degli Enti Previdenziali ci sono decine di migliaia di famiglie che rischiano di ritrovarsi in mezzo alla strada. Le modifiche introdotte con il maxi decreto alla legge sulla cartolarizzazione, apportano solo dei correttivi parziali al problema sollevato dall’aumento vertiginoso dei prezzi degli immobili della seconda cartolarizzazione rispetto a quelli della prima. Lo sconto dell’8% massimo, previsto per percentuali di acquirenti di uno stabile inferiore all’80%, aumenta di una quota solo marginale la percentuale di famiglie che potrà acquistare; lasciando inalterato l’allarme per le oltre 30.000 famiglie che non potranno né acquistare, né trovare sul mercato una casa in affitto a canoni compatibili con i loro redditi.
Il Governo si ostina a non introdurre l’obbligo di vendere la sola nuda proprietà degli alloggi occupati dagli anziani cedendo loro l’usufrutto. Una norma che non costerebbe nulla e salvaguarderebbe le persone più deboli.
Non prenderla in considerazione è la dimostrazione della arrogante supponenza del Ministero del Tesoro. Si introduce, invece, la norma, chiesta dai sindacati degli inquilini e dai Comuni, che permette agli Enti locali di acquistare gli appartamenti liberi e quelli occupati dalle famiglie meno abbienti; norma positiva se non avesse il sapore di una beffa, visti i continui tagli nei trasferimenti e da ultimo addirittura la notizia della cancellazione del fondo sociale per l’affitto.

Roma, 1 ottobre 2003

INDIETRO