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La
legge prevede che gli inquilini che non superino i limiti di reddito
prima citati hanno diritto ad un mutuo “agevolato”.
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I limiti di reddito sono 18.592,45 Euro (36 milioni di vecchie
lire) per avere il mutuo agevolato della durata massima di 25
anni (Fascia “B”) e 30.987,41 Euro (60 milioni di
vecchie lire) per avere il mutuo agevolato della durata massima
di 20 anni (Fascia”A”). I redditi si calcolano con
un metodo particolare (previsto dall’art.21 della Legge
457/78): quelli dei lavoratori dipendenti e dei pensionati sono
calcolati al 60%; quelli da lavoro autonomo sono calcolati per
intero. La legge prevede che per ogni figlio a carico il limite
venga aumentato di 516.66 Euro (un milione di vecchie lire)).
I redditi da considerare sono tutti quelli che eventualmente entrano
nel nucleo familiare, e non solo il reddito dell’intestatario
del contratto.
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Il mutuo “agevolato” garantito dalla legge a chi non
supera i limiti di reddito è un mutuo a tasso fisso per
tutta la durata, con un tasso pari al rendimento medio dei titoli
di stato aumentato dello 0,50.
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Può essere finanziata, a tasso agevolato, una quota pari
all’85% del costo di acquisto dell’alloggio se l’acquirente
si colloca nella fascia B, una quota pari invece all’80%
se l’acquirente si colloca nella fascia A: il restante 15%
o 20% è finanziato ad un tasso comunque agevolato, anche
se leggermente superiore al primo, pari all’IRS di periodo
aumentato dello 0,50.
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