PROTOCOLLO DI INTESA TRA

 CNA COSTRUZIONI / SUNIA / APU

I SOGGETI FIRMATARI.

L’Unione CNA COSTRUZIONI ( che associa oltre 50.000 imprese ) è l’istanza di aggregazione di interessi professionali e di settore per le imprese artigiane e PMI che operano nella complessiva filiera delle costruzioni edili.
CNA COSTRUZIONI costituisce – pertanto - l’ambito di specializzazione – all’interno del SISTEMA CNA – di questa tipologia di imprese.

Pertanto, CNA COSTRUZIONI:

  • rappresenta gli interessi degli associati
  • rappresenta istituzionalmente le relative categorie professionali;
  •  elabora e gestisce le relazioni sindacali di competenza dei rispettivi settori e stipula il relativo CCNL
  • elabora ed attua le politiche di promozione economica di settore

L’Unione CNA COSTRUZIONI è:

  • socia fondatrice di E. B. C. (European Builders Confederation), l'associazione europea dell'artigianato e delle piccole imprese delle costruzioni
  • socia dell'I. C. I. C. (Istituto Certificazione Qualità Imprese di Costruzioni) di cui fanno parte le associazioni imprenditoriali del mondo delle costruzioni e numerosi committenti pubblici
  •  socia del CRESME, uno tra i più qualificati Centri Studio italiani in materia di edilizia e costruzioni
  • partner di ARTIGIANSOA S. p. A., la SOA costituita assieme ad ARTIGIANCASSA, ANCI ed alle altre Associazioni Artigiane dell'edilizia
  • componente della Commissione Consultiva dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

Il SUNIA è la principale organizzazione degli inquilini privati e degli assegnatari di edilizia pubblica.: ha per scopo il riconoscimento del diritto alla casa per ogni cittadino a condizioni compatibili con le esigenze delle famiglie per favorire la mobilità e la soluzione del bisogno alloggiativo.
Nella sua piattaforma persegue l'obiettivo della sicurezza degli alloggi e degli edifici e della qualità dell'abitare in un contesto urbano adeguato.
Il SUNIA è presente in tutte le province del territorio nazionale con sedi provinciali e coordinamenti regionali.
I servizi forniti dal SUNIA riguardano:

  • Consulenze relative ai contenuti del contratto di locazione e loro conformità alle norme vigenti.;
  • Controlli e verifiche dei conteggi condominiali;
  • Determinazioni e conteggio degli affitti;
  • Consulenze e assistenza legale sugli sfratti e sulle proroghe;
  • Consulenze relative ai bandi d'assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica;
  • Organizzazione all’acquisto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e degli enti previdenziali.
  • Assistenza tecnica e urbanistica: misurazioni e valutazioni, visure, sicurezza degli impianti;
  • Assistenza fiscale e in materia creditizia: detrazioni e agevolazioni fiscali, mutui prima casa, ristrutturazioni; fondo sociale.

L’APU (Associazione Proprietari Utenti) rappresenta e tutela i diritti di chi abita la casa di sua proprietà ed ha, tra gli scopi principali, quelli di:

  • affermare regole di trasparenza e di convivenza civile nelle gestioni condominiali, migliorando i rapporti e le relazioni tra utenti, amministratori ed imprese fornitrici di beni e servizi;
  • tutelare gli utenti nella compravendita immobiliare, garantendo contratti chiari e senza clausole vessatorie per l’utenza;
  • promuovere iniziative atte a favorire la composizione di dissidi e controversie fra proprietari utenti, inerenti la gestione dei servizi comuni, l’utilizzazione delle parti comuni e le regole di convivenza, favorendo l’istituzione di sportelli di conciliazione interassociativi;
  • battersi per la sicurezza e la qualità dei fabbricati e dei relativi impianti;
  • sollecitare la realizzazione di adeguate infrastrutture e servizi sociali, nonché lo sviluppo del verde pubblico e di spazi attrezzati per l’incontro e la socializzazione;
  • sviluppare iniziativa politica ed attività di assistenza e consulenza al fine di incentivare il risparmio energetico e l’uso di energia rinnovabile e pulita.

Per realizzare i predetti scopi l’Apu, oltre a realizzare tutte le necessarie iniziative di confronto politico e legislativo, svolge per i propri associati (singoli utenti e condomini) attività di formazione, consulenza ed assistenza su:

  • amministrazioni condominiali;
  • compravendita immobiliare;
  • mutui e finanziamenti agevolati;
  • lavori di manutenzione e recupero edilizio;
  • fiscalità immobiliare.

SUNIA ed APU sono federate nella Federazione Utenti Casa per rendere più forte la difesa dei diritti, sia degli inquilini che dei proprietari utenti, nel loro vivere quotidiano la casa e la città, in quanto gli inquilini ed i proprietari che vivono nella casa di proprietà, non esprimono interessi contrastanti, ma convergenti.

CAMPI DI INTERESSE COMUNE.
La casa e la città sono al centro dell’agenda politica delle Organizzazioni firmatarie del presente Protocollo.
Pertanto, CNA COSTRUZIONI, SUNIA e APU decidono - con la firma del presente Protocollo - di collaborare in particolare su due specifiche tematiche: le Politiche abitative e il governo del territorio; l’ efficienza energetica e ambientale in edilizia

Le politiche abitative e governo del territorio.
Il mercato immobiliare ha registrato dal 1997 ad oggi una intensa attività di compravendita che ha interessato il 30% dello stock abitativo italiano e i prezzi sono saliti al massimo storico.
Si è assistito al salto di scala sul piano della condizione abitativa, fenomeno che ha riguardato chi è già proprietario di casa o chi ha avuto una capacità di reddito da investire in tale direzione.
Contemporaneamente è cresciuto anche il numero di famiglie italiane e straniere con redditi bassi o medio/bassi che vivono in condizioni di disagio abitativo: sovraffollamento, coabitazione, sistemazione precaria, famiglie monoreddito in affitto.
In tale scenario è necessario sviluppare l’attenzione delle Amministrazioni locali sull’importanza di considerare le dinamiche dell’offerta e le attuali modalità di gestione del territorio, con l’obiettivo di rivedere le tradizionali politiche della casa.

L’efficienza energetica e ambientale in edilizia.
I numerosi dispositivi normativi – europei, nazionali e territoriali - in materia di rendimento energetico nell’edilizia, disciplinando il rendimento e la certificazione energetica degli edifici, producono contemporaneamente effetti sia:

  • sui cittadini, per la riduzione della dipendenza dalle fonti energetiche fossili e per la riduzione delle emissioni CO2 nell’atmosfera.
  • sugli operatori economici, per lo stimolo all’aumento della tecnologia del prodotto e del processo edilizio.

Il nuovo Piano governativo sull’efficienza energetica, sulle rinnovabili e sull’eco-industria, insieme ai Decreti 192/05 e 311/06 rappresentano un quadro normativo organico in materia di edilizia sostenibile.
Complessivamente il nuovo Piano del Governo persegue un approccio positivo:
prova a dare una forte spinta innovativa al comparto delle costruzioni, mirando ad una nuova edilizia a basso consumo energetico. E ciò operando su due livelli:

  1. quello rivolto all’innovazione del sistema industriale ( offerta di materiali, prodotti, sistemi)
  2. quello rivolto ai cittadini, agli operatori,alle Amministrazioni (domanda di efficienza energetica ).

I Decreti 192/05 e 311/06, nel loro combinato disposto mirano a:

  1. migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni inquinanti del settore civile, che assorbe il 30% dell’energia utilizzata nel Paese
  2. contribuire al raggiungimento degli obiettivi nazionali di limitazione delle emissioni derivanti dal protocollo di Kioto
  3. assicurare la più ampia ed omogenea applicazione della legislazione energetica sul territorio nazionale.

Per il raggiungimento di queste finalità, nei Decreti citati, vengono fissati i criteri di riferimento:
a) per il calcolo e l’applicazione dei requisiti minimi delle prestazioni energetiche degli edifici
b) per la certificazione energetica degli edifici
c) per garantire la qualificazione e l’indipendenza degli esperti incaricati della certificazione e delle ispezioni degli impianti.

L’obiettivo della strategia UE 2020 è l’aumento netto del 20% del rendimento energetico degli edifici rispetto alla situazione odierna.
E’ un obiettivo indifferenziato per tutti paesi UE.
Attualmente i consumi medi degli edifici italiani (il cui patrimonio immobiliare risale per oltre l’80% a prima degli anni 70) è valutato dalla UE in 160 kWh/m2 anno.
Una riduzione del 20% significa portare il valore medio del consumo a 128 kWh/m2 anno entro il 2020.
A tale risultato concorreranno sia gli edifici esistenti, sia le nuove costruzioni da realizzare da oggi sino al 2020.
L’efficienza energetica degli edifici è disciplinata dal Dlgs 311/2006 che però definisce limiti ai consumi energetici per le nuove costruzioni e gli interventi di grande ristrutturazione realizzati dopo l’ottobre 2005 mentre nessun limite di consumo è definito per gli edifici esistenti prima di tale data.
Alla luce degli obiettivi della strategia UE 2020, il calcolo dei consumi energetici deve interessare però sia le nuove costruzioni sia le costruzioni esistenti per le quali però ad oggi è prevista (solo in caso di trasferimento) esclusivamente la certificazione energetica senza limiti di consumo.
Una condizione che - considerata l’incidenza quantitativa del patrimonio immobiliare esistente e il suo rendimento energetico medio – rende improbabile se non impossibile raggiungere gli obiettivi definiti.
Infatti i nuovi alloggi realizzati ogni anno nel nostro paese sono meno di 300.000 (dati CRESME) e rappresentano meno del 2% del patrimonio esistente.
Con costanza di produzione, da oggi al 2020, saranno quindi immessi sul mercato circa il 20% di nuovi alloggi che, con consumi ridotti del 50% contribuiranno all’obiettivo della efficienza energetica rispettivamente nella misura del 7% se i consumi limite sono quelli attuali, e dell’11% se il limite è quello del 2010. Agire quindi imponendo limiti di consumo energetico solo sulle nuove costruzioni, non è sufficiente per traguardare gli obiettivi 2020.
Le azioni necessarie per concretizzare l’obiettivo della riduzione del fabbisogno energetico e l’aumento dell’efficienza energetica degli edifici non può cioè prescindere dal governo del miglioramento delle condizioni energetiche del patrimonio esistente.

In tema di qualificazione energetica ed ambientale in edilizia occorre dunque acquisire due consapevolezze di fondo che devono influenzare e determinare politiche e strumenti:

  1. la riduzione dei consumi energetici finali del settore civile può raggiungere risultati significativi soprattutto attraverso interventi di riqualificazione degli edifici esistenti ( intervenire solo e/o prevalentemente sul nuovo significa proiettare in un orizzonte più lontano il raggiungimento degli obiettivi stessi );
  2. la crescita culturale in materia ( riferita alle imprese ed ai cittadini/utenti) e la percezione della qualità energetica degli edifici trovano pieno significato e terreno più fertile nel contesto di provvedimenti ed iniziative propri di una politica energetica che coordina ed integra il livello nazionale con quello regionale e locale.

Risulta evidente che nello scenario descritto diventa essenziale la condivisione e la collaborazione da parte delle Organizzazioni delle imprese di costruzione e delle Organizzazioni che rappresentano l’utenza finale, ovvero gli inquilini e i piccoli proprietari/utenti .
Senza la promozione e la diffusione della cultura dell’efficienza energetica ( rivolta alle imprese ed ai cittadini/utenti), senza la diffusione capillare della conoscenza dei dispositivi messi in atto per raggiungere gli obiettivi strategici dell’efficienza energetica ( che coinvolgono ancora le imprese ed ai cittadini/utenti ), in assenza di interventi mirati di qualificazione rivolti sia alle imprese costruttrici che ai rappresentanti di chi “abita” e “gestisce” le case, in assenza di tutto ciò sarà molto più difficile, se non improbabile, che si possano raggiungere gli obiettivi che l’attuale quadro normativo complessivo sull’efficienza energetica delle nostre città ha disegnato e che occorre misurare alla prova dei fatti.

OBIETTIVI DEL PROTOCOLLO DI INTESA e INIZIATIVA COMUNE.

In considerazione dello scenario sopra esposto, le Organizzazioni firmatarie, in relazione alle due specifiche tematiche oggetto del presente Protocollo, concordano di perseguire i seguenti obiettivi.


In riferimento al tema delle Politiche abitative e governo del territorio:

  • individuare indirizzi generali e linee di intervento condivise, al fine di proporli agli interlocutori politici ed istituzionali a livello nazionale e territoriale, nelle sedi più idonee ed opportune che a tali livelli si renderanno disponibili.

In riferimento al tema dell’efficienza energetica ed ambientale,

nella condivisione che tale tematica rappresenta una opportunità di crescita e di sviluppo sia del sistema di imprese rappresentato, sia dei cittadini/utenti e beneficiari dei dispositivi messi in atto dalle citate politiche energetiche:

  • attraverso modalità e sedi opportune definite in seguito dalle Organizzazioni firmatarie in applicazione del presente Protocollo, individuare azioni comuni da realizzare, finalizzate alla:
    a) informazione e formazione a livello nazionale,regionale e locale, rivolta a tutti gli attori coinvolti dalle descritte politiche energetiche (i cittadini, le imprese, le Amministrazioni i consiglieri di condominio e gli amministratori condominiali,gli utenti abitativi in genere), anche attraverso uno spazio tematico dedicato alla sicurezza e al risparmio energetico sulla rivista di Sunia –Apu “Casa e Consumi”, con specifica presenza curata da CNA
    b) promozione di accordi territoriali tra Enti locali, Associazioni di imprese e di cittadini/utenti mirati all’ attuazione e gestione dei principi, delle procedure e degli interventi in materia di efficienza energetica degli edifici, nonché al costante aggiornamento e informazione sui temi della sicurezza degli impianti e del risparmio energetico, anche attraverso la promozione di corsi mirati e giornate tematiche di dibattito e sensibilizzazione rivolte all’utenza ed alle imprese
    c) promozione di tavoli di confronto con i Ministeri competenti e le Regioni, finalizzati al monitoraggio, coordinamento ed adeguamento delle norme, delle procedure e dei dispositivi e degli incentivi messi in atto, a supporto delle citate politiche energetiche
    d) promozione di livelli territoriali bilaterali di conciliazione stragiudiziale delle vertenze e controversie che possono insorgere nella gestione ed esecuzione dei contratti, a cura delle associazioni firmatarie, al fine di contribuire a limitare il contenzioso giudiziale in materia di rapporti tra utenti e imprese.

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