Roma, 26 giugno 2015
Sfratti: dal 29 giugno riprendono anche per le categorie più disagiate senza garantire il passaggio da casa a casa come aveva promesso il Governo.
Servono soluzioni immediate.

 

Dalla prossima settimana, terminata la breve e irrisoria proroga concessa a febbraio scorso, riprendono le esecuzioni degli sfratti per finita locazione anche per gli inquilini a basso reddito che hanno nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento e figli fiscalmente a carico.
Questo aumenta la grave pressione su un settore, quello degli sfratti, che alle costanti impennate del numero delle morosità vede aggiungersi anche questi provvedimenti.
L’insufficienza della proroga è nei fatti: da febbraio del “passaggio da casa a casa” non si ha traccia! Queste famiglie, in assenza di un nuovo e realmente efficace provvedimento, dovranno subire lo stillicidio dell’Ufficiale Giudiziario e della forza pubblica.
Infatti le due misure che avrebbero dovuto garantire il passaggio da casa a casa per queste famiglie, come recitava il decreto, sono praticamente ancora ferme al palo.
La prima, quella del recupero degli alloggi popolari sfitti per gravi carenze manutentive, ha visto materializzarsi la ripartizione alle Regioni dei fondi solo il 21 maggio. Risorse che dovranno poi seguire un ulteriore interminabile iter prima di essere utilizzabili, con il risultato, a voler essere ottimisti, di vedere i primi alloggi disponibili non prima della fine del 2016.
La seconda, la riserva fino a 25milioni a valere sul fondo di sostegno all’affitto, non ha visto ad oggi alcun bando o avviso emesso dai Comuni per il loro utilizzo. Ammesso e non concesso che possano effettivamente tornare utili per questi cittadini, arriverebbero, anche qui a voler essere ottimisti, non prima di metà del prossimo anno.
E’ questa la sconfortante conclusione a cui si arriva verificando quello che Stato, Regioni e Comuni hanno fatto perché quelle promessi si trasformassero in realtà, mentre emerge la gravità delle sottovalutazioni dell’allora Ministro Lupi sul tema.
In questa situazione si deve agire subito. Il Governo ed il neoministro delle Infrastrutture hanno una sola strada: sospendere le esecuzioni fino al reale passaggio da casa a casa per queste famiglie che, lo ricordiamo, pagano regolarmente l’affitto e sono tutte a basso reddito e con anziani, minori, portatori di handicap o malati terminali nel proprio nucleo.

 

Condividi

 

 

Roma, 15 giugno 2015
Sfratti: tra 15 giorni scade la proroga concessa dal Governo con la promessa di un passaggio da casa a casa che, alla prova dei fatti, non ci sarà.

 

E' questa la sconfortante conclusione a cui si arriva verificando quello che Stato, Regioni e Comuni hanno fatto perché quella promessa si trasformasse in realtà.
Tutti ricorderanno l'ex Ministro Lupi affermare che la proroga non era necessaria perché le famiglie interessate erano circa 2.000 e non 30.000 come affermato dal SUNIA e che la soluzione sarebbe arrivata dalle misure messe in campo dal Governo.
Ebbene le due misure che avrebbero dovuto garantire il passaggio da casa a casa per queste famiglie, come recitava il decreto, sono praticamente ancora ferme al palo. La prima, quella del recupero degli alloggi popolari sfitti per gravi carenze manutentive, ha visto materializzarsi la ripartizione alle Regioni dei fondi solo il 21 maggio.
Risorse che dovranno poi seguire un ulteriore interminabile iter prima di essere utilizzabili, con il risultato, a voler essere ottimisti, di vedere i primi alloggi disponibili non prima della fine del 2016. La seconda, la riserva fino a 25milioni a valere sul fondo di sostegno all'affitto, non ha visto ad oggi alcun bando o avviso emesso dai Comuni per il loro utilizzo.
Ammesso e non concesso che possano effettivamente tornare utili per questi cittadini, arriverebbero, anche qui a voler essere ottimisti, non prima di metà del prossimo anno.
Di fronte a questa evidente conferma dell'insufficienza di quella proroga il Governo ed il neoMinistro delle Infrastrutture hanno una sola strada: sospendere le esecuzioni fino al reale passaggio da casa a casa per queste famiglie che, lo ricordiamo, pagano regolarmente l'affitto e sono tutte a basso reddito e con anziani, minori, portatori di handicap o malati terminali nel proprio nucleo.

 

Condividi

 

Roma, 28 maggio 2015
Casa: Cgil e Sunia, decreti su edilizia popolare pubblica non rispondono a disagio abitativo

 

“Positivo che dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina la dismissione del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica (ERP) siano stati eliminati alcuni punti critici da noi denunciati, come la vendita in blocco e l'asta come strumento di alienazione, ma permangono forti perplessità su un processo che porterà alla riduzione delle abitazioni destinate alle fasce più deboli”. Così Cgil e Sunia, il sindacato degli inquilini affiliato alla confederazione di corso d'Italia, commentano il decreto del 24 febbraio 2015, pubblicato lo scorso 20 maggio sulla Gazzetta Ufficiale in attuazione di quanto stabilito dalla Legge 80/2014. 

“Rispetto alla versione iniziale sono stati fatti passi avanti che hanno permesso di ricondurre il provvedimento a un processo che trova attuazione da tempo nei territori. Nonostante questo – proseguono Cgil e Sunia – permane la nostra preoccupazione nei confronti di un percorso in cui l'obiettivo di recuperare risorse non fa i conti con le complesse problematiche inerenti la gestione dell’edilizia pubblica”. “Siamo sempre stati contrari alla vendita del patrimonio ERP – continuano – pur riconoscendo la necessità di un processo di razionalizzazione”. Per la confederazione e il sindacato degli inquilini “in una difficile fase caratterizzata da una domanda crescente e dalla scarsità di risorse, sarebbero necessari un programma per aumentare la disponibilità di alloggi da destinare a fasce in condizione di maggior disagio e finanziamenti destinati a tale scopo: oltre 600mila domande di famiglie aventi diritto sono inevase da Comuni ed ex IACP”. 
“E' difficile pensare che quella degli alloggi pubblici sia una potenziale domanda propensa all'acquisto di abitazioni – spiegano – in quanto un terzo delle famiglie che li affitta percepisce un reddito inferiore a 10.000 euro annui. Così come non è pensabile reperire risorse adeguate alla realizzazione di nuovi alloggi dal piano di dismissione: secondo i dati diffusi il prezzo medio di vendita degli ultimi anni è stato di circa 39.000 euro”.

Oltre a questo decreto, sulla G.U. del 21 maggio è stato pubblicato il Decreto Ministeriale 16 marzo 2015 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che stabilisce i criteri per la formulazione di un programma di recupero degli alloggi ERP. Per Cgil e Sunia “l'ulteriore misura che avrebbe dovuto contrastare il dilagante disagio abitativo e, come dichiarato dal governo, rispondere al problema degli sfratti in sostituzione della proroga, permetterà di rendere disponibili i primi alloggi verosimilmente non prima di un anno”. “Peraltro – proseguono – i fondi non sembrano sufficienti a mettere in campo un concreto piano di recupero, e la previsione di stanziamento pluriennale non fa i conti con le necessità reali, urgenti e di rilevante entità”.

"In aggiunta al ritardo nella pubblicazione del decreto – sottolineano da corso d'Italia – l'iter previsto implica tempi non certamente brevi per l'erogazione concreta dei finanziamenti: le Regioni hanno 4 mesi per selezionare e verificare gli interventi da finanziare e inviare la lista al Ministero che, sulla base degli elenchi forniti assegnerà le risorse agli enti con decreto; poi toccherà nuovamente alle Regioni dare l'input a Comuni e IACP per appaltare i lavori”.
"In definitiva – concludono Cgil e Sunia – quelle che erano state annunciate come concrete e immediate forme di contrasto al forte disagio abitativo non hanno ancora prodotto concreti e immediati risultati”.

 

Condividi

 

Roma, 22 maggio 2015
Piano casa del Governo: forse qualche alloggio disponibile a 2016 inoltrato. Ma non doveva essere una risposta alla mancata proroga degli sfratti?
Dichiarazione stampa di Daniele Barbieri, Segretario Generale del SUNIA

 

A distanza di 1 anno dalla conversione in Legge del Piano casa del Ministro Lupi è stato pubblicato sulla G.U. il riparto delle risorse per il recupero di 16.000 alloggi di Edilizia Pubblica. Fondi insufficienti e procedure di erogazione infinite.

Quello che doveva essere un provvedimento che, in tempi rapidi avrebbe dovuto mettere a disposizione migliaia di alloggi pubblici oggi inutilizzati, si è tramutata in una Odissea senza fine.

Il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri doveva essere emanato 10 mesi fa (luglio 2014). Ma, come se non bastasse questo enorme ritardo, il testo pubblicato prevede una ulteriore procedura, peraltro simile ad una già fatta in precedenza, con la quale si perderanno altri 6 mesi di tempo (ammesso e non concesso che vengano rispettati i tempi) per erogare materialmente i finanziamenti.

Nella migliore delle ipotesi un anno e mezzo per avviare anche interventi di minore entità che dovrebbero servire ad affrontare parzialmente l'emergenza abitativa.

Non va dimenticato che il Ministro Lupi, nel negare la necessità della proroga degli sfratti per le categorie più disagiate, addusse tra gli argomenti proprio il fatto che il Governo aveva adottato questo provvedimento per dare una risposta prioritariamente a queste famiglie.

Il mese prossimo scade la mini proroga alla fine concessa, ma le risposte non sono neanche all'orizzonte.


- il decreto del 16 Marzo 2015 sul recupero degli alloggi ERP
- la tabella 1 sulla ripartizione delle risorse
- la tabella 2 sulla ripartizione delle risorse

 

Condividi

 

Roma, 20 maggio 2015
Nomisma e Censis confermano la necessità di una politica abitativa organica che abbia al centro l'affitto sostenibile

 

E' questo il primo commento che scaturisce dalla presentazione della ricerca promossa da SIDIEF e presentata nel corso di un convegno tenutosi questa mattina a Roma a cui ha partecipato il Segretario Generale del SUNIA, Daniele Barbieri. Nel suo intervento Daniele Barbieri ha sottolineato la divaricazione evidente tra i numeri drammatici del disagio abitativo presentati nella ricerca e gli strumenti messi in campo per affrontarlo.
Divario ancor più evidente se raffrontato all'attenzione ed alle risorse che i principali Paesi europei dedicano al settore della locazione
Se, come afferma la ricerca, oltre 2.300.000 famiglie sulle circa 3.500.000 in affitto privato hanno una incidenza del canone sul reddito oltre il 30% è evidente la necessità di superare la logica degli interventi emergenziali e mettere in campo una strategia organica che, partendo dall'indispensabile sviluppo dell'offerta pubblica a canone sociale, individui e strumenti fiscali, normativi e di sostegno diretto che favoriscano un mercato dell'affitto privato più sostenibile dove, con forme diverse dal passato, sia possibile l'intervento di investitori istituzionali e del risparmio privato.

 

- scarica la ricerca in formato pdf

 

Condividi

 

15 Maggio 2015
Le detrazioni fiscali della Legge 80/14 si applicano anche agli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica.

 

La risposta del Governo all’interrogazione del Sen. Mirabelli chiarisce definitivamente che, come ha sempre sostenuto il SUNIA, le detrazioni fiscali previste per gli inquilini di alloggi sociali si applicano anche alle case di Edilizia Residenziale Pubblica.


- Il resoconto stenografico della risposta

 

Condividi

 

Roma, 18 marzo 2015
Comunicato stampa.


La L.80/14 prevede la possibilità per gli inquilini di alloggi sociali che sono al di sotto di determinati limiti di reddito di usufruire di una detrazione di 450 o 900 euro.
Da più parti si mette in dubbio l’applicazione di questa norma agli inquilini degli ex IACP senza alcuna motivazione. Sarebbe assai singolare che dalla platea degli alloggi interessati venissero esclusi proprio quelli che per definizione hanno una finalità esclusivamente sociale così come d’altronde recita lo stesso Decreto Ministeriale che stabilisce le caratteristiche degli alloggi sociali.
Appare quindi opportuna l’interpellanza presentata dal Senatore Mirabelli in cui si richiede al Governo di sgomberare il campo dagli impedimenti che ostacolano la corretta applicazione della norma.
Il SUNIA ritiene inoltre necessario estendere al più presto a tutti gli inquilini la possibilità di una consistente detrazione fiscale per contrastare, attraverso anche questo sostegno economico, il dilagante fenomeno delle morosità incolpevoli e contemporaneamente creare un positivo contrasto di interessi in grado di contribuire alla lotta all’evasione fiscale nel settore.

 

Condividi

 

Roma, 2 marzo 2015
Sfratti: la sospensione deve servire al passaggio da casa a casa. Ma perché tanti costi e disagi per queste famiglie?        
 

“La sospensione degli sfratti per finita locazione che riguarda famiglie in condizioni di grave disagio è stata introdotta dalla legge in vigore dal 28 febbraio. La soluzione adottata per  non è semplice né poco costosa: si prevede un ricorso al Tribunale per accertare situazioni del tutto evidenti e documentate (età, reddito, handicap, malattie allo stato terminale, composizione dello stato di famiglia) che sino ad oggi potevano, più semplicemente e senza nessun costo, essere autocertificate con dichiarazione consegnata all’Ufficiale Giudiziario. Il SUNIA ha lanciato un appello a Parlamento e Governo affinché nei prossimi giorni siano dati chiarimenti per semplificare al massimo le procedure abbattendo i costi per le famiglie. Ma il tema fondamentale è quello di assicurare realmente il passaggio da casa a casa a queste famiglie, e qui le misure adottate e le altre esistenti corrono il grave rischio di arenarsi già nella fase di ripartizione delle risorse sulle quali assistiamo ad un forte e colpevole ritardo  dei decreti attuativi sui fondi 2015 per il sostegno agli affitti e sugli stanziamenti destinati al recupero degli alloggi pubblici per i quali bisognerà attendere la concreta attuazione dei programmi di risanamento. La parola passa alle Regioni, ai Comuni e agli Iacp oltre che, per quanto loro compete, le Prefetture e ai Tribunali dai quali, a livello dei vari territorio, intendiamo rivendicare tavoli di coordinamento affinché ciascuno faccia la propria parte per realizzare una sospensione finalizzata effettivamente al passaggio da casa  a casa. Da oggi tutte le sedi SUNIA sono a disposizione dei cittadini interessati per la verifica delle singole situazioni e per fornire tutte le indicazioni necessarie.”

 

Condividi

 

Roma, 26 febbraio 2015
SFRATTI: la sospensione prevista nella legge di conversione del decreto "Mille Proroghe" rischia di far pagare agli inquilini interessati costi insostenibili
Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale del SUNIA

 

Questo potrebbe essere il risultato della previsione della sospensione degli sfratti per le famiglie che usufruivano della proroga scaduta il 31 dicembre.
La norma, infatti, prevede che la sospensione per favorire il passaggio da casa a casa venga concessa dal Giudice su istanza dell'inquilino interessato.
Una formulazione che, tradotta in termini pratici, significa spendere soltanto per costi vivi (iscrizione, copie, notifiche, ecc.) anche oltre 300 euro ai quali va aggiunto l'onorario dell'avvocato.
Un costo pesante per questi inquilini che lo ricordiamo, debbono avere un reddito annuo inferiore ai 27 mila euro lordi.
Un costo irragionevole se confrontato all'estrema semplicità ed economicità della soluzione adottata nelle proroghe che il Governo non ha voluto riproporre: una semplice autocertificazione dell'inquilino resa all'Ufficiale Giudiziario che dichiarava di essere in una delle condizioni di disagio previste dalla legge con la conseguente notifica al proprietario che poteva proporre opposizione.
Di fronte ad una situazione che rischia di vanificare anche la possibilità di ottenere la sospensione dello sfratto, il Governo deve intervenire per semplificare le procedure ed azzerare i costi.

 

Condividi

 

Roma, 19 Febbraio 2015
Sottoscritto l'accordo tra i Sindacati degli Inquilini e l'Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani
(Taranto, Bolzano, Campi di Bisenzo, Messina, Milano, Napoli, San Lazzaro di Savena, Torino, Bologna, Cagliari, Bari, Livorno)

 

Condividi

 

Roma, 18 febbraio 2015
SFRATTI: la Camera approva un emendamento pasticciato e confuso che rischia di non garantire il dichiarato obiettivo del passaggio da casa a casa

 

La Camera ha approvato un emendamento al Mille Proroghe in materia di sfratti che esplicitamente mira a "consentire il passaggio da casa a casa". Tutto risolto? Seppure va riconosciuta al Parlamento una sensibilità al problema che il Governo nella prima stesura del Mille Proroghe non aveva dimostrato, non pu essere sottaciuto che il testo oggi approvato rischia di provocare ulteriori incertezze e difficoltà alle famiglie interessate. In primo luogo si propone una "via giudiziaria" alla sospensione che produrrà nuovi costosi ricorsi alla Magistratura, in attesa di misure e provvedimenti che invece spettano alle Istituzioni. Nel contempo viene rinviata una possibile soluzione per le famiglie ad un decreto governativo che, per quanto a fino ad oggi si conosce, rischia di non trovare concreta attuazione in quanto non predispone soluzioni alloggiative a questa domanda espressa da fasce particolarmente deboli ed esposte della popolazione, ma un contributo alloggiativo in vista di un futuro contratto di affitto che queste famiglie dovrebbero procurarsi sul mercato privato. Insomma una soluzione pasticciata che incrementerà il contenzioso civile e che non lascia intravedere una lucida e coerente volontà di affrontare il problema. Il SUNIA lavorerà sui territori affinché le norme previste e gli impegni fino ad oggi non rispettati siano attivamente finalizzate a conseguire l'obiettivo del passaggio da casa a casa, ci richiede l'impegno e la collaborazione delle Istituzioni locali, delle Prefetture, della Magistratura per assicurare un reale "governo" di questa emergenza che va gestita con responsabilità e consapevolezza del crescente disagio sociale. Ma anche questo non pu essere sufficiente a sopperire una evidente assenza di strategia e risorse per affrontare adeguatamente il disagio abitativo.

 

Condividi

 

Roma, 18 febbraio 2015
Social Housing: il Ministro Lupi organizza un Convegno solo per banche e costruttori, mentre la domanda continua ad aspettare soluzioni sostenibili.
Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale del SUNIA

 

Si tiene oggi a Roma l'ennesimo Convegno sul Social Housing organizzato questa volta dal Ministero delle Infrastrutture in collaborazione con ANCE, ABI e Cassa Depositi e Prestiti. Una sorta di club esclusivo ed autoreferenziale che ha come unico scopo quello di convincersi che il Social Housing inaugurato dal Governo Berlusconi e proseguito negli anni successivi, sia l'unica risposta al disagio abitativo. Purtroppo i numeri dicono il contrario. Dal 2009 ad oggi, il bilancio del piano, che doveva dare secondo gli annunci dell'allora Ministro Tremonti 20 mila alloggi entro il 2010, è sconfortante: circa 4 mila alloggi ai quali, se si sottraggono quelli destinati alla vendita più o meno agevolata o differita, restano meno di mille alloggi destinati all'affitto, per i quali in alcuni casi si assiste alla rinuncia delle famiglie in graduatoria per via dei canoni elevati rispetto alle loro possibilità. In compenso abbiamo assistito ad una intensa produzione di Convegni sull'argomento, sempre organizzati dalla solita "Compagnia di Giro" di Costruttori, Banchieri, Ministero e Cassa Depositi e Prestiti, in cui si illustrano anche pregevoli esempi di realizzazioni ma non si mette mai in discussione il fatto che questo modello di Social Housing ha avuto un impatto pari a zero sulla riduzione del disagio abitativo. Noi una proposta al Ministero delle Infrastrutture la avanziamo: apra un confronto vero con tutte le Forze Sociali e gli Enti Locali sui risultati concreti di questo modello in relazione alla domanda che concretamente si manifesta nelle varie realtà. Forse scoprirebbe che, oltre alle pur legittime aspettative di banche e costruttori, c'è anche l'esigenza dei cittadini più deboli di avere una risposta.

 

Condividi

 

13 Febbraio 2015
SFRATTI: il Ministro Lupi insiste sulla inutilità della proroga ma non garantisce che le famiglie non vengano messe per strada.

 

Il Ministro Lupi ha ingaggiato una battaglia tutta ideologica contro la proroga degli sfratti senza dare risposte concrete ai cittadini interessati.

SUNIA SICET UNIAT non hanno mai ritenuto che le proroghe fossero la soluzione ai problemi ed hanno sempre avanzato proposte che offrissero concretamente una risposta.

Non a caso la nostra linea sugli sfratti è da sempre quella di garantire il passaggio da casa a casa.

Il problema è che le soluzioni indicate dal Ministro non garantiscono questo semplice principio.

Il Fondo di Sostegno all'affitto, indicato dal Ministro come principale strumento per dare risposte ai cittadini senza più proroga, è destinato ad aiutare gli inquilini con un regolare contratto di locazione che hanno difficoltà a pagare l'affitto.

I cittadini di cui si parla, avendo uno sfratto per fine locazione, ovviamente non hanno un contratto di locazione, ma debbono lasciare l'appartamento in cui vivono Quindi l'eventuale contributo che gli verrebbe concesso dovrebbe essere subordinato alla stipula di un nuovo contratto di locazione per un alloggio diverso, ammesso e non concesso che sia possibile trovare sul mercato affitti compatibili con i redditi di queste famiglie che, oltre ad essere composte da persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento o con minori a carico, hanno un reddito inferiore a 27 mila euro.

Nel frattempo, sempre per rimanere nella concretezza, queste famiglie possono venire messe tranquillamente in mezzo alla strada come sta avvenendo. E non è sufficiente mettere sulla carta tempi ristretti per l'erogazione del contributo perché la realtà dimostra che anche i Comuni più virtuosi non riescono ad erogare i contributi prima di un anno dalla ripartizione del Ministero.

Ed, a proposito di tempi, ricordiamo al Ministro che ancora debbono essere ripartiti tra le regioni i fondi per il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati (circa 16 mila) che dovrebbero essere assegnati in via prioritaria a queste famiglie e che, visti i bassi redditi, probabilmente rappresentano la vera soluzione. Il Decreto Legge che stanziava i Fondi è del marzo del 2014, sono già passati 10 mesi.

Anche ipotizzando la ripartizione tra le Regioni entro pochi giorni, i primi alloggi non saranno pronti prima di un anno. E non saranno 16 mila perché il Ministro dimentica sempre di dire che i 467 milioni stanziati sono distribuiti in 10 anni.

Questa è la realtà. L'unica alternativa alla proroga degli sfratti è sospenderli fino a quando a questi cittadini non venga garantita una vera soluzione alternativa.

Se il Ministro è così sicuro dell'efficacia e della tempestività dei suoi provvedimenti, non avrà difficoltà ad accettarla!

 

Condividi

 

11 Febbraio 2015
Fondazione Enpam Roma: rinnovato accordo quadro relativo alle dimissioni degli immobili residenziali ubicati nel comune di Roma.
- il comunicato unitario
- l'accordo

 

Condividi

 

Roma, 12 Febbraio 2015
Sfratti. Mentre le persone escono di casa il Ministro Lupi vuole far credere che il problema è risolto.
Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale del SUNIA

 

Con un comunicato trionfalistico Il Ministro Lupi ha annunciato la ripartizione tra le Regioni del finanziamento per il 2015 di 100 milioni per il Fondo di Sostegno all’affitto affermando che “questa è la prova che si può e si deve affrontare il disagio abitativo in modo concreto, senza continuare a rinviare il problema come si è fatto per lunghi anni con la proroga degli sfratti, che ha dimostrato di non essere uno strumento risolutivo dell'emergenza, anzi che ha solo protratto l'emergenza”.

E’ proprio perché siamo convinti che servano atti concreti per dare una risposta a questi cittadini che l’entusiasmo del Ministro è fuori luogo.

Il Ministero dovrebbe sapere che il Fondo di Sostegno all’affitto è destinato ad aiutare gli inquilini con un regolare contratto di locazione che hanno difficoltà a pagare l’affitto.

I cittadini con lo sfratto per finita locazione che non hanno più la proroga ovviamente non hanno un contratto di locazione, ma debbono lasciare l’appartamento in cui vivono, quindi l’eventuale contributo che gli verrebbe concesso dovrebbe essere subordinato alla stipula di un nuovo contratto di locazione per un alloggio diverso, ammesso e non concesso che sia possibile trovare sul mercato affitti compatibili con i redditi di queste famiglie che, lo ricorda lo stesso Ministero debbono avere i seguenti requisiti: reddito annuo familiare inferiore a 27.000 euro; che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento, purché  non siano in possesso di altra abitazione adeguata nella Regione di residenza nonché con figli fiscalmente a carico.

Nel frattempo, sempre per rimanere nella concretezza cara al Ministro ed anche a noi, queste famiglie possono venire messe tranquillamente in mezzo alla strada come sta avvenendo. E non è sufficiente mettere dei tempi ristretti per l’erogazione del contributo come viene riportato dalla nota del Ministero perché la realtà e la concretezza dimostrano che anche i Comuni più virtuosi non riescono ad erogare i contributi prima di un anno dalla ripartizione del Ministero.

Ed a proposito di tempi ricordiamo al Ministro che ancora debbono essere ripartiti tra le Regioni i Fondi per il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati (circa 16.000) che dovrebbero essere assegnati in via prioritaria a queste famiglie e che, visti i bassi redditi, probabilmente rappresentano la vera soluzione.

Il Decreto Legge che stanziava i Fondi è del marzo del 2014, sono già passati 10 mesi. Anche ipotizzando la ripartizione tra le Regioni entro pochi giorni, i primi alloggi non saranno pronti prima di un anno (a voler essere molto ottimisti). E non saranno 16.000 perché il Ministro dimentica sempre di dire che, i 467 milioni stanziati, sono distribuiti in dieci anni.

Sono questi i fatti concreti che dimostrano che la proroga è necessaria per trovare e far funzionare le soluzioni.

Invece di lanciare i messaggi al “mercato” sulle spalle dei più deboli è a questi ultimi che il Ministro dovrebbe dare un segnale.

 

Condividi

 

Treviso, 6 Febbraio 2015

E' scomparso Luciano Bellotto storico dirigente del Sunia di Treviso.

Domani i funerali a Conegliano

 

Con Luciano scompare una figura di protagonista della vita sindacale di Treviso e del Veneto.

Da dirigente Cgil nella categoria dei tessili prima e da decenni come segretario generale del Sunia di Treviso ha sempre vissuto l'impegno sindacale con una passione instancabile, una capacità di proposta e di iniziativa sempre al servizio dei bisogni e delle aspirazioni dei lavoratori, degli inquilini, degli assegnatari, di tutti coloro che in questi anni hanno vissuto il problema della casa come privazione di diritti, esclusione, disagio.

Luciano esprimeva con modestia e semplicità le tenaci convinzioni e i profondi valori della sua vita di militante e dirigente: l'accoglienza, la solidarietà, l'inclusione sociale.

Il suo apporto di dirigente e fondatore del Sunia nel Veneto è stato prezioso e indimenticabili gli stimolanti e sempre incisivi contributi che, come componente della direzione nazionale del Sunia, ha portato con generosità e competenza a tutta l'organizzazione.

Ai suoi familiari va il cordoglio e la partecipazione di tutto il Sunia.

 

Condividi

 

20 Gennaio 2015

Sfratti. Senza proroga e senza soluzioni alternative.
Il Parlamento intervenga per dare una speranza ai cittadini interessati.
Dichiarazione di Daniele Barbieri - Segretario Generale del SUNIA

 

Il Ministro Lupi continua ad affermare che la proroga non serve perché il Ministero ha messo in campo tutti gli strumenti necessari per dare una risposta a questi cittadini citando mirabolanti stanziamenti ed omettendo di dire in quanti anni verranno ripartiti.
Vediamoli nel dettaglio:
- 200 milioni per il Fondo affitti.
Sono ripartiti in due annualità: 100 nel 2014 e 100 nel 2015.
Nel 2000 (anno della sua istituzione) erano oltre 300 milioni all'anno. Nel frattempo sono aumentati gli affitti del 150% e gli sfratti per morosità hanno avuto una vera e propria esplosione. I Fondi per il 2014 sono stati ripartiti tra le Regioni a ottobre e quelli per il 2015 ancora debbono essere ripartiti.
Operativamente questi soldi (assolutamente insufficienti per la domanda) non saranno erogati ai cittadini prima di un anno.
Ammesso e non concesso che siano utili per risolvere il problema, i cittadini che non hanno più la proroga, fino a quel momento dove andranno?
- 266 milioni per il Fondo morosità incolpevole.
Sono ripartiti in sette anni, come è evidente sono fondi assolutamente insufficienti ad affrontare il fenomeno (oltre 288.000 sfratti per morosità negli ultimi 5 anni) e comunque non sono destinati ai cittadini che non hanno più la proroga il cui sfratto non è per morosità ma per finita locazione.
-  Ci sono poi i fondi destinati a sostenere da un alto chi è in difficoltà con il pagamento del mutuo e dall'altro a sostenere l'acquisto della casa:

  • - 40 milioni al Fondo di Solidarietà per l'acquisto della prima casa.
  • - 200 milioni al Fondo di garanzia per i mutui prima casa.
  • - 60 milioni al Fondo prima casa per giovani coppie.
  • - 2 miliardi di Cassa Depositi e Prestiti come provvista alle banche per l'erogazione di mutui.

Un capitolo questo che, a parte il sostegno a chi è in difficoltà con il pagamento del mutuo, nulla a che vedere con la soluzione del problema dell'emergenza abitativa in generale  e di queste famiglie in particolare, tutti nuclei con redditi bassi che non possono certo pensare all'acquisto di una casa.

- 400 milioni per ristrutturazione e recupero di case popolari.
Una somma ripartita in 10 anni: le prime due annualità (2014 e 2015) pari a 25 milioni debbono essere ancora ripartite tra le Regioni.
I primi alloggi, a voler essere ottimisti, non saranno disponibili prima di un anno e dovranno essere assegnati prioritariamente ai nuclei familiari di cui si parla.
E nel frattempo?
A questa domanda molto concreta il Ministro non dà risposta. Lo faccia il Parlamento; a questi cittadini anziani, portatori di handicap, con figli minori o malati terminali, che siano duemila, diecimila o trentamila, bisogna garantire di lasciare casa solo per passare in un'altra.

 

Condividi

 

Roma, 15 Gennaio 2015
SFRATTI: se la proroga non è la soluzione ci indichi il Ministro quanti sono e quali sono gli alloggi subito disponibili per i cittadini che dovranno uscire di casa!
D
ichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale del SUNIA

 

Ci pare questa l'unica alternativa possibile alla mancata proroga degli sfratti, ma siamo purtroppo consapevoli che la risposta alle migliaia di famiglie, ben più numerose delle 2.000 citate dal Ministero, ad oggi non ci sia.

Una consapevolezza che pare non abbia il Ministero che invece annuncia la fine dell'era delle proroghe come se l'emergenza non esistesse più.
La distanza dalla realtà è evidente. Lo dicono il numero impressionante di sfratti per morosità (239.000 negli ultimi 5 anni), le richieste di esecuzione degli sfratti stessi 140.000 nel 2013, le domande di casa popolare che restano inevase (650.000) o quelle per il sostegno alla locazione (330.000). Pensare che di fronte a questa evidenza sia possibile aggiungere le altre 20-30mila famiglie che fino ad oggi hanno goduto della proroga significa non essere in sintonia con quello che succede nel Paese.
Asserisce il Ministero che le misure adottate dal Governo con il Decreto Legge 47/14 e le risorse stanziate sono sufficienti a dare una risposta a queste famiglie.

 

Purtroppo non è così e questi sono i motivi:

  • - I 467 milioni (reperiti solo con la legge di stabilità approvata qualche settimana fa), destinati a recuperare gli alloggi popolari vuoti per varie carenze manutentive (circa 16mila) non sono stati ancora ripartiti tra le Regioni. Il Decreto Legge prevedeva che questo dovesse avvenire entro il mese di settembre 2014, ma ad oggi non è stato ancora pubblicato il Decreto interministeriale e quindi i soldi non sono disponibili. Il ministero si ostina inoltre a fornire la cifra complessiva ed omette di dire che questa è spalmata su un periodo di 10 anni e che per il 2014-2015 a questa finalità sono destinati solo 25 milioni che potrebbero portare, volendo essere ottimisti,  alla messa a disposizione di circa 1.000-1.500 alloggi non prima della fine del 2015.
  • - I 200 milioni per il fondo di sostegno alla locazione. Anche qui è necessario precisare che lo stanziamento riguarda due annualità:  100 milioni per il 2014 e 100 milioni per il 2015.

Le ripartizioni alle Regioni dei fondi per il 2014 sono state effettuate con due provvedimenti distinti a maggio ed a settembre 2014. Nella maggior parte delle Regioni i fondi non sono stati ancora ripartiti tra i Comuni i quali a loro volta dovranno pubblicare i bandi, formulare le graduatorie ed assegnare i contributi. Tempi previsti per l'effettiva erogazione: non meno di un anno. Va ricordato che i fondi per il 2015 debbono ancora essere ripartiti e che, nel caso delle famiglie non più soggette alla proroga l'eventuale contributo per l'integrazione dell'affitto non potrebbe essere erogato perché non esiste un contratto di locazione per il nuovo alloggio.

 

Queste sono le possibilità concrete che il Ministero ha messo a disposizione prendendosi (lui si) anche più di una proroga sui tempi che dovrebbe rispettare mentre gli inquilini di proroghe ad oggi non ne hanno più.

 

Condividi

 

Roma, 7 gennaio 2015
SUNIA, SICET ed UNIAT hanno inviato una lettera al Presidente dell'ANCI concordando sull'iniziativa degli Assessori alle politiche abitative delle grandi città di immediata richiesta al Governo per il ripristino della proroga degli sfratti per finita locazione e richiedendo un incontro per affrontare le gravi problematiche che si vengono a determinare con nuove emergenze che si aggiungono alla pesantissima situazione degli sfratti per morosità che nel 2014, appena trascorso, ha caratterizzato la situazione abitativa nelle città, e l'opportunità di una iniziativa congiunta di richiesta al Governo di ripristino della proroga.
Le Organizzazioni Sindacali Unitarie degli inquilini valutano come gravi e inaccettabili le posizioni espresse da parte del Ministro delle Infrastrutture, frutto di sottovalutazione del problema su cui le misure preannunciate, che registrano ritardi e inadempimenti vari, non hanno incidenza alcuna perché inapplicabili alle situazioni interessate dalla mancata proroga.

 

Condividi

IL SUNIA NELLE REGIONI
 
  italia