20 Gennaio 2015

Sfratti. Senza proroga e senza soluzioni alternative.
Il Parlamento intervenga per dare una speranza ai cittadini interessati.
Dichiarazione di Daniele Barbieri - Segretario Generale del SUNIA

 

Il Ministro Lupi continua ad affermare che la proroga non serve perché il Ministero ha messo in campo tutti gli strumenti necessari per dare una risposta a questi cittadini citando mirabolanti stanziamenti ed omettendo di dire in quanti anni verranno ripartiti.
Vediamoli nel dettaglio:
- 200 milioni per il Fondo affitti.
Sono ripartiti in due annualità: 100 nel 2014 e 100 nel 2015.
Nel 2000 (anno della sua istituzione) erano oltre 300 milioni all'anno. Nel frattempo sono aumentati gli affitti del 150% e gli sfratti per morosità hanno avuto una vera e propria esplosione. I Fondi per il 2014 sono stati ripartiti tra le Regioni a ottobre e quelli per il 2015 ancora debbono essere ripartiti.
Operativamente questi soldi (assolutamente insufficienti per la domanda) non saranno erogati ai cittadini prima di un anno.
Ammesso e non concesso che siano utili per risolvere il problema, i cittadini che non hanno più la proroga, fino a quel momento dove andranno?
- 266 milioni per il Fondo morosità incolpevole.
Sono ripartiti in sette anni, come è evidente sono fondi assolutamente insufficienti ad affrontare il fenomeno (oltre 288.000 sfratti per morosità negli ultimi 5 anni) e comunque non sono destinati ai cittadini che non hanno più la proroga il cui sfratto non è per morosità ma per finita locazione.
-  Ci sono poi i fondi destinati a sostenere da un alto chi è in difficoltà con il pagamento del mutuo e dall'altro a sostenere l'acquisto della casa:

  • - 40 milioni al Fondo di Solidarietà per l'acquisto della prima casa.
  • - 200 milioni al Fondo di garanzia per i mutui prima casa.
  • - 60 milioni al Fondo prima casa per giovani coppie.
  • - 2 miliardi di Cassa Depositi e Prestiti come provvista alle banche per l'erogazione di mutui.

Un capitolo questo che, a parte il sostegno a chi è in difficoltà con il pagamento del mutuo, nulla a che vedere con la soluzione del problema dell'emergenza abitativa in generale  e di queste famiglie in particolare, tutti nuclei con redditi bassi che non possono certo pensare all'acquisto di una casa.

- 400 milioni per ristrutturazione e recupero di case popolari.
Una somma ripartita in 10 anni: le prime due annualità (2014 e 2015) pari a 25 milioni debbono essere ancora ripartite tra le Regioni.
I primi alloggi, a voler essere ottimisti, non saranno disponibili prima di un anno e dovranno essere assegnati prioritariamente ai nuclei familiari di cui si parla.
E nel frattempo?
A questa domanda molto concreta il Ministro non dà risposta. Lo faccia il Parlamento; a questi cittadini anziani, portatori di handicap, con figli minori o malati terminali, che siano duemila, diecimila o trentamila, bisogna garantire di lasciare casa solo per passare in un'altra.

 

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Roma, 15 Gennaio 2015
SFRATTI: se la proroga non è la soluzione ci indichi il Ministro quanti sono e quali sono gli alloggi subito disponibili per i cittadini che dovranno uscire di casa!
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ichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale del SUNIA

 

Ci pare questa l'unica alternativa possibile alla mancata proroga degli sfratti, ma siamo purtroppo consapevoli che la risposta alle migliaia di famiglie, ben più numerose delle 2.000 citate dal Ministero, ad oggi non ci sia.

Una consapevolezza che pare non abbia il Ministero che invece annuncia la fine dell'era delle proroghe come se l'emergenza non esistesse più.
La distanza dalla realtà è evidente. Lo dicono il numero impressionante di sfratti per morosità (239.000 negli ultimi 5 anni), le richieste di esecuzione degli sfratti stessi 140.000 nel 2013, le domande di casa popolare che restano inevase (650.000) o quelle per il sostegno alla locazione (330.000). Pensare che di fronte a questa evidenza sia possibile aggiungere le altre 20-30mila famiglie che fino ad oggi hanno goduto della proroga significa non essere in sintonia con quello che succede nel Paese.
Asserisce il Ministero che le misure adottate dal Governo con il Decreto Legge 47/14 e le risorse stanziate sono sufficienti a dare una risposta a queste famiglie.

 

Purtroppo non è così e questi sono i motivi:

  • - I 467 milioni (reperiti solo con la legge di stabilità approvata qualche settimana fa), destinati a recuperare gli alloggi popolari vuoti per varie carenze manutentive (circa 16mila) non sono stati ancora ripartiti tra le Regioni. Il Decreto Legge prevedeva che questo dovesse avvenire entro il mese di settembre 2014, ma ad oggi non è stato ancora pubblicato il Decreto interministeriale e quindi i soldi non sono disponibili. Il ministero si ostina inoltre a fornire la cifra complessiva ed omette di dire che questa è spalmata su un periodo di 10 anni e che per il 2014-2015 a questa finalità sono destinati solo 25 milioni che potrebbero portare, volendo essere ottimisti,  alla messa a disposizione di circa 1.000-1.500 alloggi non prima della fine del 2015.
  • - I 200 milioni per il fondo di sostegno alla locazione. Anche qui è necessario precisare che lo stanziamento riguarda due annualità:  100 milioni per il 2014 e 100 milioni per il 2015.

Le ripartizioni alle Regioni dei fondi per il 2014 sono state effettuate con due provvedimenti distinti a maggio ed a settembre 2014. Nella maggior parte delle Regioni i fondi non sono stati ancora ripartiti tra i Comuni i quali a loro volta dovranno pubblicare i bandi, formulare le graduatorie ed assegnare i contributi. Tempi previsti per l'effettiva erogazione: non meno di un anno. Va ricordato che i fondi per il 2015 debbono ancora essere ripartiti e che, nel caso delle famiglie non più soggette alla proroga l'eventuale contributo per l'integrazione dell'affitto non potrebbe essere erogato perché non esiste un contratto di locazione per il nuovo alloggio.

 

Queste sono le possibilità concrete che il Ministero ha messo a disposizione prendendosi (lui si) anche più di una proroga sui tempi che dovrebbe rispettare mentre gli inquilini di proroghe ad oggi non ne hanno più.

 

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Roma, 7 gennaio 2015
SUNIA, SICET ed UNIAT hanno inviato una lettera al Presidente dell'ANCI concordando sull'iniziativa degli Assessori alle politiche abitative delle grandi città di immediata richiesta al Governo per il ripristino della proroga degli sfratti per finita locazione e richiedendo un incontro per affrontare le gravi problematiche che si vengono a determinare con nuove emergenze che si aggiungono alla pesantissima situazione degli sfratti per morosità che nel 2014, appena trascorso, ha caratterizzato la situazione abitativa nelle città, e l'opportunità di una iniziativa congiunta di richiesta al Governo di ripristino della proroga.
Le Organizzazioni Sindacali Unitarie degli inquilini valutano come gravi e inaccettabili le posizioni espresse da parte del Ministro delle Infrastrutture, frutto di sottovalutazione del problema su cui le misure preannunciate, che registrano ritardi e inadempimenti vari, non hanno incidenza alcuna perché inapplicabili alle situazioni interessate dalla mancata proroga.

 

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