26 Novembre 2014
Emergenza abitativa. Cgil e Sunia: «Garantire il diritto alla casa»

Il sindacato di corso d'Italia e il sindacato degli inquilini scrivono al ministro Lupi: "Ripristinare la legalità mettendo al primo posto l'assegnazione immediata degli alloggi disponibili, utilizzare le risorse stanziate e aprire un confronto"

 

Ripristinare la legalità mettendo al primo posto l'assegnazione immediata degli alloggi disponibili, utilizzare le risorse stanziate e aprire un confronto sulle politiche abitative: queste le richieste che Cgil e Sunia avanzano al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi.

 

Il sindacato di corso d'Italia e il sindacato degli inquilini hanno inviato una missiva al capo dicastero, chiedendo un intervento urgente del governo a fronte di quanto sta avvenendo a Milano e in altre città d'Italia. Per Cgil e Sunia il combinato disposto di emergenza abitativa, degrado delle periferie urbane e crisi occupazionale ed economica rischiano di produrre conseguenze esplosive dal punto di vista sociale.

 

"Il progressivo azzeramento degli investimenti in edilizia residenziale pubblica a canone sociale - si legge nella lettera - ed il contemporaneo ridimensionamento attraverso vari piani di vendita di un parco alloggi già ampiamente insufficiente, ha allargato la divaricazione tra una domanda che aumentava di numero e complessità e un'offerta quasi inesistente". Inoltre il decreto ministeriale con i criteri per ulteriori piani di vendita rischia di peggiorare ulteriormente la situazione.

 

A fronte di tutto ciò e "per garantire sia diritto alla casa che integrazione sociale" occorre recuperare gli errori fatti "rilanciando una politica che parta dalla domanda più debole, con un consistente aumento dell'offerta di abitazioni in affitto sostenibile", e nel quadro di una "strategia di riqualificazione e rigenerazione urbana in cui l'inclusione delle periferie deve essere una priorità".

 

Secondo Cgil e Sunia i recenti provvedimenti legislativi per l'emergenza abitativa non vanno in questa direzione,"pur contenendo elementi in controtendenza rispetto al più recente passato". Il riferimento è al rifinanziamento dei fondi di sostegno all'affitto e per la morosità incolpevole, così come allo stanziamento di 500 milioni finalizzati ad un piano per reimmettere nel circuito delle assegnazioni circa 20.000 alloggi inutilizzabili per carenze manutentive. "Un provvedimento importante, che abbiamo richiesto e sostenuto - spiegano - perché dava una risposta immediata, seppur insufficiente, alle punte più acute del disagio abitativo". Ma "a distanza di otto mesi dall'entrata in vigore del DL 47/14 - denunciano - non si è recuperato neanche un alloggio e non si sono neanche ripartiti i finanziamenti alle Regioni". Un ritardo gravissimo, "che rischia di rendere poco credibili gli appelli al necessario ripristino della legalità".

 

Quello delle occupazioni abusive di alloggi pubblici è "un fenomeno cresciuto in parallelo con l'abbandono progressivo del patrimonio di edilizia pubblica in termini di controllo di gestione, di manutenzione, di contrasto all'esclusione sociale". "Ripristinare la legalità significa ripartire da qui, mettendo al primo posto l'assegnazione immediata di alloggi disponibili ai legittimi assegnatari", continua la missiva. Che si conclude con un appello: "è questo il primo segnale che ci attendiamo ed è per questo che Le sollecitiamo un rapidissimo utilizzo delle risorse stanziate e l'apertura di un confronto non episodico sulle politiche abitative".

 

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Roma, 19 Novembre 2014
OCCUPAZIONI ABUSIVE ED EMERGENZA ABITATIVA: MINISTRO LUPI, IL RISPETTO DELLA LEGALITA' SI OTTIENE ANCHE RIPARTENDO I 500 MILIONI DESTINATI AL RECUPERO DELLE CASE POPOLARI VUOTE

Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale del SUNIA

 

A distanza di otto mesi dall'emanazione del Decreto Legge sull'emergenza abitativa (D.L. 47 del 28 marzo 2014) non un euro dei 500 milioni destinati alle Regioni è stato assegnato, con il risultato che nessuno dei 20.000 alloggi popolari che risulterebbero vuoti per l'assenza di interventi manutentivi necessari per renderli assegnabili è oggi disponibile.
E' intollerabile che di fronte ad una emergenza abitativa divenuta ormai cronica il Ministro Lupi non faccia neanche quello che lui stesso ha stabilito.
La situazione drammatica di Milano, che sta particolarmente a cuore al Ministro, è il sintomo di un malessere diffuso che va affrontato legando la risposta concreta al disagio abitativo al rispetto delle regole e della legalità.
Mentre si agisce per impedire che l'occupazione abusiva diventi il metodo per ottenere una casa popolare è indispensabile che ci sia un'offerta adeguata di edilizia pubblica, ed il primo urgentissimo atto concreto in questa direzione sono i soldi per il ripristino e l'assegnazione dei quasi 10.000 alloggi vuoti presenti in questa città.
E' questo l'annuncio che ci aspettiamo dal Ministro.

 

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14 Novembre 2014
Il SUNIA di Milano dopo essere stato oggetto di una brutale aggressione nel corso di una riunione con gli assegnatari delle case popolari ha ricevuto il sostegno e la solidarietà di tutta l'organizzazione; tutto il Sunia, dal nord al sud, in tutte le sue forme organizzative, regionali e territoriali, si è stretto intorno al SUNIA di Milano, al suo segretario generale Stefano Chiappelli ed a tutti i suoi dirigenti esprimendo la più convinta solidarietà. Centinaia di testimonianze e di solidarietà sono giunte da parte di cittadini, comitati e associazioni di quartiere, iscritti, inquilini ed assegnatari con i quali il SUNIA continuerà la sua battaglia a sostegno della legalità e del rispetto delle regole per restituire a loro dignità e sicurezza.

 

Hanno inoltre espresso solidarietà:

Graziano Gorla, Seg. Gen. CGIL Milano


UIL Milano e Lombardia


Massimo D'Avolio, Consigliere Regione Lombardia


Marcello Cristani, Aler Lombardia


Paola Bulbarelli, Ass.re Regione Lombardia alla Casa


Consiglio Regionale Lombardia


Giunta Comune di Milano


CISL Milano


Lucia Castellano, Cons. Regione Lombardia lista Ambrosoli


CGIL Nazionale


Elena Lattuada, segretaria generale CGIL Lombardia

Michele Gravano, segretario generale CGIL Calabria

SICET Nazionale

SICET Milano


UNIAT UIL Nazionale


Unione Inquilini Nazionale


Unione Inquilini Milano


CONIA Milano


ARCI Milano


Gian Valerio Lombardi, Presidente ALER Milano


Federconsumatori Nazionale


Lorella Sossi, Direttore Generale ALER Milano


Rosy Bindi, Presidente Commissione parlamentare Antimafia


Onorio Rosati, Cons. PD Regione Lombardia


Patrizia Toia, Europarlamentare PD


Franco Mirabelli, Senatore PD


FP/CGIL Milano


SPI/CGIL Milano


NIDIL Milano


Paolo Limonta, Delegato sindaco di Milano ai rapporti con la città


Daniela Benelli, Ass.re Comune di Milano alla casa


Ada De Cesaris, Vice sindaco di Milano


Marco Granelli, Ass.re alla Sicurezza Comune di Milano


Pierfrancesco Majorino, Ass.re ai servizi sociali Comune Milano

Andrea Fanzago, Consigliere PD Comune di Milano


Gabriele Ghezzi, Consigliere PD Comune di Milano


Luca Gibellini, SEL Milano


Autogestioni case ALER di Rozzano


Comitato Inquilini via Rossellini


Franca Caffa, Comitato Inquilini Molise-Calvairate


Tina Monaco, Presidente COAAS


Comitato Inquilini Quarto Oggiaro


Fabio Galesi, Segretario circolo PD Quarto Oggiaro


Same, Abitando ERP


Giuseppina d'Urso, Resp.le settore assegnazione alloggio Comune di Milano


Papa Adriano, SPI Brescia

Lucia Guerri, Comitato quartiere San Siro


Rossella Traversa, Consigliere SEL - CdZ 4


Comitato Inquilini C.so XXII Marzo


Daniele Viotti, Europarlamentare PD


Ciavarelli, Ass.ne Quartiere Sant'Ambrogio II


CGIL-CISL-UIL_CONFASAL, Sindacati lavoratori ALER Milano


Rosaria Iardino, Consigliere PD comune Milano


Alfredo Molinari, comitato inquilini Mar Nero

 

A tutti va il ringraziamento più sentito del SUNIA fiero di tutti i propri dirigenti, militanti e volontari, impegnati quotidianamente nelle battaglie per il diritto all'abitare nella speranza che cessino per sempre atti profondamente antidemocratici e si affermi la convivenza civile

 

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7 Novembre 2014
Case popolari: su occupazioni abusive e vendite nessuna strategia, solo demagogia e confusione
Dichiarazione di Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA

 

Dopo anni di allarmi inascoltati sul rischio che in tante città il fenomeno delle occupazioni abusive dilagasse e finisse, in alcuni casi, in mano alla criminalità organizzata, in questi giorni il problema è esploso su stampa e televisione inaugurando una lunga sequenza di interventi perlopiù demagogici che, invece di contribuire ad affrontare seriamente il problema, dimostrano solo la scarsa o nulla conoscenza della realtà dell'edilizia pubblica.
Un giudizio che accomuna anche il Decreto, firmato in questi giorni dal Ministro delle Infrastrutture, che stabilisce i criteri per la vendita generalizzata di questo patrimonio. Un provvedimento assurdo che, ove fosse effettivamente attuato, provocherebbe l'espulsione dei soggetti più deboli dalle loro case, visto che ne prevede la vendita all'asta ed un alloggio alternativo nel caso in cui non potessero usufruire del diritto di prelazione al prezzo del miglior offerente. Offerta di alloggi alternativi naturalmente inesistente perché da anni l'edilizia popolare non viene più finanziata.
Del piano sull'emergenza abitativa voluto dallo stesso Ministro, varato a marzo, che prevede 500milioni da destinare al recupero di circa 20.000 alloggi pubblici inutilizzati perchè degradati, si è persa qualsiasi traccia. È così, tra richieste di intervento militare, abbandono e degrado progressivo, ricorrenti sanatorie delle occupazioni abusive che molte Regioni hanno varato a più riprese alimentando il fenomeno, si consuma una lenta agonia dell'edilizia popolare nel nostro paese.
Invece di considerare questo patrimonio come una risorsa indispensabile per una vera politica abitativa lo si utilizza per apparire nella sagra delle dichiarazioni del momento salvo poi passare ad altro quando si spegneranno i riflettori sull'argomento.
Se veramente gli amministratori ed il governo hanno intenzione di intervenire sulle occupazioni abusive sono necessari strumenti per prevenire il fenomeno e, soprattutto, una strategia per dare una risposta al disagio abitativo.
È innanzitutto necessario un piano pluriennale di riqualificazione anche sociale del patrimonio esistente, abbandonando definitivamente l'idea di una sua liquidazione in favore dell'aumento dell'offerta pubblica di alloggi a canone sociale.

 

Per prevenire il fenomeno delle occupazioni sarebbe necessario in tempi rapidi:
1) riformare il sistema delle graduatorie per l'assegnazione introducendo un unico bando, per tutte le esigenze di sostegno alla casa, a cui il cittadino possa partecipare in qualsiasi momento ed immediatamente essere collocato in graduatoria; la graduatoria sempre aggiornata garantisce la fotografia in tempo reale del disagio, la trasparenza, il rispetto dei diritti e l'immediata assegnazione degli alloggi che si rendono disponibili;
2) un fondo per gli interventi immediati di manutenzione necessari per rendere agibili gli alloggi che si liberano.
3)il controllo quotidiano del patrimonio attraverso vari strumenti concordati tra Comune, Prefettura, Questura, enti erogatori dei servizi che garantiscano l'immediato rientro in possesso dell'alloggio libero. Un vero e proprio "patto per la legalità" che riporti sicurezza e dignità nei quartieri popolari.

Alle oltre 600.000 famiglie in graduatoria in attesa da anni di una casa ed agli assegnatari esasperati non si risponde con la demagogia ma con una vera politica abitativa e con atti concreti ed immediati che riaffermino il rispetto delle regole contro la legge del più forte.

 

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Roma, 24 Ottobre 2014
Parte dal presidio degli assegnatari di Napoli sotto la Regione Campania la campagna di mobilitazione contro il Decreto del Ministero delle Infrastrutture sulla vendita delle case popolari: un decreto allucinante che penalizzerà gli assegnatari più deboli, in primo luogo gli anziani, e consegnerà definitivamente interi quartieri alla criminalità organizzata.

 

Questo in estrema sintesi sarebbe il risultato prevedibile dell'ennesima operazione propagandistica di vendita del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica.

Non un piano pluriennale di riqualificazione del patrimonio esistente e di aumento dell'offerta di alloggi a canone sociale per le oltre 600.000 famiglie inutilmente collocate nelle graduatorie in attesa di una assegnazione, ma un incredibile tentativo di liquidazione di un parco alloggi già ampiamente insufficiente, lasciato colpevolmente allo sbando, senza strategie di gestione e senza controlli.

 

Quali sono i motivi di un giudizio così drastico ?
- Innanzitutto l'assenza di una strategia per affrontare il disagio abitativo. Si continua ad intervenire con provvedimenti frammentari e contraddittori che puntano essenzialmente ad incentivare la proprietà della casa per sostenere una offerta senza domanda, perché quella che cerca una abitazione e soffre di un disagio acuto è prevalentemente una domanda debole che ha bisogno di una offerta di alloggi in affitto a canone sociale o comunque a livelli più bassi di quelli offerti dal mercato delle locazioni. Per fare questo sono necessarie risorse adeguate ed un piano pluriennale di sviluppo dell'offerta di alloggi sociali. Esattamente il contrario di quello che il Ministero sta facendo.

 

- Le modalità di vendita sono aberranti. Si stabilisce che gli alloggi vengano messi all'asta e che l'assegnatario abbia il diritto di prelazione alle condizioni del terzo. Nel caso non abbia la possibilità di pagare l'intera somma entro 45 giorni l'alloggio verrà ceduto al miglior offerente e l'assegnatario dovrà lasciarlo. Per andare dove? In un altro alloggio messo a disposizione dagli ex IACP!

 

- Desta stupore l'approssimazione con la quale si affrontano questi argomenti, soprattutto se si pensa che questo provvedimento è passato con l'assenso della Conferenza Stato Regioni. Queste ultime, che hanno la competenza sull'edilizia residenziale pubblica, sanno perfettamente che non esistono alloggi alternativi da riassegnare agli inquilini che non acquisteranno il loro alloggio, né risorse destinate a nuove realizzazioni. A meno che non si continui a raccontare la favola della vendita per reinvestire. E' utile ricordare che da tempo le Regioni hanno adottato loro piani di vendita che prevedevano il reinvestimento, il risultato è stato una riduzione del patrimonio negli ultimi 10 anni di oltre 100.000 unità.

 

- La vendita all'asta così congegnata produrrà effetti devastanti. Gli appartamenti migliori probabilmente verranno venduti a terzi e quelli peggiori resteranno invenduti o verranno acquistati a prezzi più bassi degli attuali prezzi di vendita, magari con il sostegno della criminalità organizzata. Il risultato sarà una riduzione significativa delle entrate degli ex IACP che si ritroveranno, a dispetto delle affermazioni, con un patrimonio più povero e con assegnatari più deboli. Per valutare l'impatto reale di un provvedimento come questo sarebbe bastato analizzare i censimenti reddituali che ogni due anni vengono fatti dagli enti gestori o la recente indagine dell'ALER di Milano sulla propensione all'acquisto svolta su 10.000 assegnatari per capire che solo il 15-20% degli assegnatari è in grado di acquistare.

 

SUNIA, SICET e UNIAT-UIL ritengono che la cancellazione di questo decreto sia la condizione indispensabile per aprire una stagione di rilancio del ruolo dell'Edilizia residenziale pubblica in una strategia di politica abitativa che affronti le vere ragioni del disagio.
Per questi obiettivi i Sindacati degli inquilini lanciano una campagna d'informazione e mobilitazione in tutti i quartieri popolari chiamando al confronto le istituzioni a tutti i livelli.

 

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Roma, 23 Ottobre 2014 
Prorogato l'accordo sui canoni degli alloggi INPGI

 

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22 Ottobre 2014
Rent to buy: il Governo si appresta a chiedere la fiducia su un maxiemendamento al decreto "Sblocca Italia" che, di fatto, impedirà modifiche ad un testo che ne ha sicuramente bisogno.
Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario generale del SUNIA

 

Tra quelle necessarie c'è il così detto "rent to buy", previsto dall'articolo 23, che tanto interesse ha suscitato ma che, nell'attuale formulazione non fornisce certezze sui profili fiscali ed è assolutamente negativo e pericoloso per molti motivi.
Non sono previste sufficienti garanzie per l'inquilino (acquirente), soggetto al rischio di perdere le somme versate e di subire oneri per l'atto notarile, anch'essi a fondo perduto, nel caso in cui la vendita prevista non avvenga. Mentre al venditore viene consentito di fatto un recesso facilitato e per nulla oneroso.
Ma quello che è più grave e preoccupa è che al riparo di questo patto si possono aggirare di fatto tutte le garanzie e i diritti sul contratto d'affitto, divenendo una specie di pericoloso trampolino verso un acquisto futuro dai contorni incerti e problematici, col rischio di aumentare contenziosi e conflitti.
Se ci sarà un maxiemendamento, sarà bene che il Governo rifletta seriamente sulla necessità di approntare una norma che riconosca queste garanzie, a partire dalla salvaguardia della locazione e dal diritto alla restituzione, anche con garanzia fidejussoria, delle somme versate nei casi di recesso dall'acquisto.

 

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15 settembre 2014

Decreto "Sblocca Italia": gli affitti degli alloggi acquistati con le agevolazioni fiscali potrebbero superare i 1.200 euro mensili.
Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale del SUNIA

 

E' questo il risultato a cui si potrebbe arrivare se non si chiarisce, in sede di conversione e con il Decreto attuativo, che il canone di affitto da applicare è quello inferiore tra le possibili alternative previste: canone concordato e canone speciale.

 

In caso contrario il risultato del provvedimento sarebbe incredibile: un regalo fino a 60.000 Euro di deduzione fiscale per offrire alloggi in locazione con un affitto più alto di quelli di mercato.

 

Ci auguriamo che il Ministero si renda conto di questa follia e, sin dalla conversione in legge del Decreto, chiarisca che l'unico canone applicabile sia quello previsto dagli accordi territoriali sui contratti concordati con una riduzione che tenga conto dell'agevolazione fiscale.

 

In caso contrario assisteremmo ad un trasferimento di risorse alla rendita senza alcuna contropartita in termini sociali. 
- Il testo del Decreto Legge del 12 settembre 2014, n. 133

 

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23 luglio 2014
Immobili invenduti: sì ad un piano per destinarli all'affitto, ma solo se è sostenibile.
Dichiarazione di Daniele Barbieri, Segretario Generale SUNIA

 

Dalle notizie appena apparse sulla stampa, il Vice Ministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini, ha annunciato l'ipotesi, su cui sta lavorando il Ministero, di favorire l'immissione sul mercato della locazione di una parte del rilevante numero di case invendute.
Una proposta che, se attuata a determinate condizioni, potrebbe sicuramente contribuire ad affrontare l'emergenza abitativa.
La prima condizione è la sostenibilità degli affitti per la domanda che soffre il disagio abitativo. Pensare di proporre canoni solo leggermente inferiori se non pari a quelli di mercato, come accade in alcune operazioni di Social Housing, non risolverebbe il problema.
La seconda condizione, nell'ipotesi di acquisto da destinare all'edilizia sovvenzionata a canone sociale, e che il prezzo non superi i massimali di costo previsti per questo tipo di interventi. Ove questo non fosse, infatti, il risultato numerico sarebbe inferiore all'intervento diretto, con un evidente uso irrazionale delle risorse.
Si ricorda che alcuni strumenti per favorire la destinazione all'affitto di questo patrimonio già esistono, anche introdotti recentemente dalla L. 80/2014, riteniamo che possano essere integrati con altre proposte avanzate dal SUNIA e dagli altri sindacati degli inquilini nel recente passato.
Il nostro auspicio è che il Vice Ministro avvii su questa ipotesi un rapido confronto con i costruttori, gli enti locali ed i Sindacati degli inquilini, che rappresentano la domanda, per definire nel minor tempo possibile una proposta compiuta.

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15 Luglio 2014
A otto mesi dalla legge finalmente pubblicato il Decreto Ministeriale sulla morosità incolpevole.

 

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27 giugno 2014
Emergenza abitativa: sfratti in aumento, risorse insufficienti, Governo, Regioni, Comuni ed ex Iacp immobili

 

I dati del Ministero dell'Interno relativi al 2013 confermano purtroppo l'allarme lanciato da SUNIA, SICET ed UNIAT sull'aumento del numero degli sfratti per morosità incolpevole. Negli ultimi 5 anni il numero complessivo di sfratti sentenziati è pari a 332.169, di questi ben 288.934 sono per morosità. Questo significa che più di un inquilino su dieci in affitto da privati ha subito uno sfratto per morosità. Sempre negli ultimi cinque anni (2009/2013) gli sfratti eseguiti con l'intervento dell'Ufficiale Giudiziario sono stati 145.208, soltanto nel 2013 le richieste di esecuzione sono state 129.577. Sono numeri impressionanti che dovrebbero imporre, oltre ad una strategia di medio/lungo periodo per soddisfare la domanda abitativa, un uso attento e rapido delle risorse messe a disposizione in questi ultimi due anni.
Ma così non è!
Vediamo nel dettaglio:

 

- Fondo per la morosità incolpevole.
Introdotto con la legge 124/2013 di conversione del Decreto Legge 102/2013, prevede l'emanazione di un Decreto del Ministero delle Infrastrutture di concerto con il Ministero dell'Economia per la definizione di morosità incolpevole e la ripartizione di 20 milioni (aumentati di 15 con la recente L. 80/2014 di conversione del D.L. 47/2014) tra le Regioni e da queste ai Comuni. Dalla pubblicazione della L. 124/2013 al 27 Giugno sono trascorsi 8 mesi ed ancora non è stato emesso il Decreto. Un ritardo scandaloso!

 

- Fondo per il sostegno all'affitto.
Dopo l'azzeramento degli anni precedenti, finalmente rifinanziato, anche se con risorse assolutamente insufficienti, con il D.L. 102/2013 e successivamente aumentato a 100milioni con la L. 80/2014. Il Decreto di ripartizione dei primi 50 milioni è stato emanato il 27 maggio 2014, a distanza di circa nove mesi dalla pubblicazione del Decreto Legge 102/2013. Le Regioni ora dovranno ripartirlo tra i Comuni che, a loro volta, dovranno emettere i bandi ed approntare le graduatorie, provvisorie e definitive, e finalmente distribuire il contributo agli inquilini, che nel frattempo rischiano di andare in morosità. Per le Regioni ed i Comuni virtuosi il tempo che trascorre tra lo stanziamento e l'erogazione del contributo ai cittadini è di poco inferiore ai due anni. Riformare il sistema per tagliare drasticamente i tempi è possibile ed indispensabile.

 

- Fondo per il recupero degli alloggi di Comuni ed ex Iacp inutilizzati.
Istituito dal D.L. 47/2014, stanzia risorse per finanziare gli interventi necessari a rendere abitabili appartamenti vuoti, in circa 20.000 unità. Una parte di questi necessita di interventi di "non rilevante entità", come recita la legge, per essere immediatamente assegnabili agli aventi diritto. Presumibilmente 10mila alloggi utilizzabili in pochi mesi se verranno rispettati i tempi. Il 27 giugno, scadono i termini previsti dalla legge per l'invio al Ministero degli elenchi degli alloggi da parte delle Regioni, non risulta sia stato inviato alcunchè. Questo ritardo, preoccupa molto e assegna precise responsabilità in merito alle capacità gestionali del comparto.

Ritardi e inadempimenti contribuiscono ad aggravare l'emergenza abitativa ed a creare sfiducia tra i cittadini. SUNIA, SICET ed UNIAT fanno appello al senso di responsabilità delle istituzioni ai vari livelli, perché rispettino per primi quanto la legge prevede. Per uscire dall'emergenza e dal disagio abitativo servono programmi e risorse, ma anche rispetto di tempi e regole. SUNIA, SICET ed UNIAT intensificheranno la loro vigilanza in tutto il territorio nazionale a tutela dei diritti degli inquilini.

 

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20 Maggio 2014
DECRETO CASA: bene l'approvazione da parte della Camera. Ora serve partire subito per utilizzare i fondi stanziati
Dichiarazione di Daniele Barbieri – Segretario Generale del SUNIA

 

Un provvedimento importante per affrontare l'emergenza che deve diventare immediatamente operativo per mettere a disposizione gli alloggi pubblici inutilizzati nel più breve tempo possibile avviando immediatamente i lavori per quelli che necessitano di interventi di non rilevante entità.
Così come è indispensabile non perdere ulteriore tempo nella ripartizione dei fondi per il sostegno alla locazione e per la morosità incolpevole, per i quali si attende da oltre cinque mesi il Decreto Ministeriale per l'utilizzo della prima tranche stanziata dal D.L. 102/2013.
E' su questi concreti adempimenti che si misurerà l'efficacia del Decreto che è sicuramente importante e segna una svolta significativa, ma è solo un provvedimento di emergenza che non risolve il disagio abitativo per il quale c'è bisogno di programmi più ambiziosi e di risorse adeguate.

 

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14 maggio 2014
Decreto legge casa: I miglioramenti introdotti dal Senato sono un segnale importante per affrontare l'emergenza, ora bisogna avviare una politica abitativa più ambiziosa.
Dichiarazione di Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA

 

E' questo in sintesi il giudizio sulla Legge di conversione del Decreto passata oggi al Senato.
Il lavoro delle Commissioni congiunte VIII e XIII è stato importante perché ha apportato significative modifiche al testo originario, poi ratificate in assemblea, che accelerano alcuni passaggi per il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati; valorizzano il ruolo delle Agenzie per la locazione a livello comunale per governare l'emergenza abbassando il livello degli affitti attraverso l'incentivazione dei contratti concordati; affrontano il problema sorto con la sentenza della Consulta sugli affitti in nero per quegli inquilini che, in forza di una legge, avevano denunciato l'evasione fiscale.
Misure importanti che accolgono parte delle nostre rivendicazioni e che vengono dopo un lungo e colpevole disinteresse sul settore abitativo.
Ma non ci si può fermare qui! Il disagio abitativo è talmente esteso che sarebbe impensabile illudersi di risolverlo solo con un Decreto Legge e con risorse assolutamente inadeguate.
Quello di cui abbiamo bisogno è una organica politica abitativa che aumenti, e non diminuisca ulteriormente, l'offerta di alloggi a canoni sostenibili a partire da quelli pubblici e preveda risorse adeguate e continuative nel tempo.
Alcuni ordini del giorno presentati al Senato ed assunti dal Governo indicano misure che vanno in questa direzione, il nostro auspicio è che si traducano in atti concreti raccogliendo anche le ulteriori proposte che possono e debbono scaturire da un confronto con le parti sociali.

 

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8 maggio 2014
Sunia-Sicet-Uniat e Confedilizia presentano l'accordo sulla ripartizione delle spese accessorie tra proprietari e inquilini.

 

Le organizzazioni della proprietà e dell'inquilinato hanno concordato la Tabella che definisce la ripartizione delle spese per oneri accessori fra locatore e conduttore e che potrà essere richiamata nei contratti di locazione. Al termine d'incontri di lavoro, Confedilizia, per la proprietà, e Sunia-Sicet-Uniat, per l'inquilinato, hanno sottoscritto il documento, illustrato in una conferenza stampa congiunta.
Per il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, "le numerose voci comprese nelle varie sezioni (ascensore, autoclave, impianti di svariato tipo, parti comuni, parti interne, portierato, pulizia) tengono conto di novità tecniche negli ultimi anni sempre più diffuse, come gli impianti di videosorveglianza e l'impiantistica centralizzata di flussi informativi." Il principio seguito consiste "in una rigorosa delimitazione degli àmbiti di spesa", a proposito della quale la CONFEDILIZIA cita come esempio l'antincendio: al proprietario spettano l'installazione e la sostituzione dell'impianto, oltre che gli acquisti degli estintori, mentre manutenzione ordinaria, ricarica degli estintori, ispezioni e collaudi fanno carico all'inquilino. "Una specifica norma di chiusura", nota Sforza Fogliani, "rinvia, per le voci non previste, alle norme di legge e agli usi locali."
A giudizio di Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA, "nella particolare fase economica di notevole difficoltà per le famiglie, che si traduce in notevoli sofferenze anche nei pagamenti delle spese condominiali, serve una rinnovata attenzione, anche alla luce della riforma del condominio, alla trasparenza, alla regolare rendicontazione, alla documentazione giustificativa e alla possibilità di verifica e visura della stessa, da parte degli inquilini, anche con l'assistenza delle organizzazioni di rappresentanza. Su tutto questo - ha rilevato il segretario del SUNIA - riveste notevole importanza la partecipazione all'assemblea condominiale degli inquilini sui servizi a loro attribuiti".
Per Guido Piran, segretario generale del SICET, "l'accordo raggiunto è importante per la possibile e auspicata riduzione del contenzioso tra inquilini e proprietari, attraverso una maggiore chiarezza e certezza nell'indicazione dei rispettivi oneri. Sono convinto" ha aggiunto l'esponente del SICET "che l'intesa potrà inoltre contribuire a un virtuoso e sistematico contenimento dei costi e dei consumi condominiali e più in generale dell'abitare, oggi estremamente necessario, attraverso l'utilizzo della concorrenza tra i gestori dei servizi e la rinegoziazione dei contratti e delle tariffe".
Augusto Pascucci, presidente dell'UNIAT UIL, ha rilevato: "Auspichiamo continuità all'accordo, costituendo una commissione paritetica nazionale con compiti di pareri, chiarimenti e interpretazioni alle strutture territoriali firmatarie, a soggetti di rappresentanza e ai cittadini, in merito ai contenuti delle ripartizioni." Per il presidente dell'UNIAT, "così sarà utile rafforzare, valorizzare e incrementare l'attività della conciliazione paritetica nei contratti con un necessario coordinamento e integrazione con quanto previsto in materia di mediazione obbligatoria nel settore della locazione e del condominio".

 

La tabella di ripartizione
La nota allegata

 

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8 maggio 2014
Decreto legge sull'emergenza abitativa: importanti i miglioramenti introdotti in Commissione al Senato
Dichiarazione di Daniele Barbieri, segretario generale del SUNIA

 

Il SUNIA valuta molto positivamente le modifiche apportate in sede di conversione dalle Commissioni 8a e 13a del Senato.

La riduzione dei tempi previsti per il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati, l'ulteriore agevolazione sull'IMU per i contratti concordati, le misure per le Agenzie Comunali per la locazione, la misura tampone per gli effetti causati dalla Sentenza della Consulta sugli affitti in nero, il vincolo al reinvestimento in edilizia sovvenzionata degli eventuali proventi derivanti dalla vendita delle case popolari; sono questi i punti più significativi del testo uscito dalle Commissioni che approderà in aula la prossima settimana.
Restano naturalmente problemi aperti e criticità del decreto che debbono essere affrontati in un provvedimento organico che definisca le politiche abitative dei prossimi anni per uscire veramente dall'emergenza e, soprattutto, destini risorse adeguate alle reali necessità del comparto oggi drammaticamente inadeguate.
L'attenzione dimostrata dal Senato e lo stesso provvedimento del Governo rappresentano sicuramente una svolta importante in questa direzione.

 

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17 Aprile 2014
Il documento presentato nel corso dell'audizione della Commissione Ambiente e Lavori pubblici del Senato

 

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16 Aprile 2014
Atto intimidatorio nei confronti di un delegato sindacale del Sunia di Rossano. Il SUNIA a difesa della legalità


Il SUNIA Nazionale esprime solidarietà a Nicola Rega, delegato sindacale del SUNIA di Rossano, ed al SUNIA Calabria per il grave e vile atto intimidatorio di cui è stato vittima Nicola Rega stesso.
Ignoti, la notte scorsa, hanno dato fuoco all'autovettura parcheggiata sotto casa con il rischio che l'incendio si potesse propagare ad altre auto in sosta.
Il SUNIA a tutti i livelli è impegnato quotidianamente nella difesa della legalità per l'affermazione dei diritti di tutti i cittadini attraverso l'azione di tutti i propri esponenti, dai dirigenti ai volontari.
Il SUNIA Nazionale è al fianco di CGIL e SUNIA Calabria che, nel ritenere necessario ripristinare ed assicurare condizioni di vivere civile alla comunità ed a Nicola Rega, invitano la Magistratura e le forze dell'ordine a voler fare piena luce su quanto accaduto.

 

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